Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/97: Revisione parziale della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) · 60 pagine

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di radiodiffusione che contribuisca all’istruzione, alla formazione delle opinioni, allo sviluppo culturale e all’intrattenimento. All’origine della volontà di costituire una norma costituzionale vi era in primo luogo la convinzione che alla nostra epoca non è possibile concepire la democrazia diretta senza un sistema radiotelevisivo efficiente. Si tratta dunque di un compito pubblico definito democraticamente, dal cui adempimento tutta la collettività dovrebbe poter trarre vantaggio diretto o indiretto, incluse le persone che non consumano, o solo raramente, programmi radiofonici e televisivi. Attualmente il canone radiotelevisivo costituisce la principale fonte di finanziamento della radiotelevisione in Svizzera, come lo dimostra anche il fatto che nel 2010 i ricavi netti derivanti dalla pubblicità trasmessa in Svizzera dall’insieme delle emittenti radiofoniche e televisive sono stati pari a 615 mio. di franchi, ossia meno della metà degli introiti provenienti dai canoni di ricezione.9

1.2.1.2 Problemi legati all’odierno sistema dei canoni di ricezione

Attualmente è tenuto a pagare il canone chi tiene pronto all’uso un apparecchio di ricezione. Per anni questo sistema non ha posto problemi di alcun tipo: la nozione di apparecchio ricevente non lasciava, infatti, spazio a interpretazioni. Oggi però, a fronte dell’evoluzione tecnologica nel campo degli apparecchi, questo presupposto viene sempre più spesso messo in discussione. Il motore di tale processo è stata la digitalizzazione della diffusione del segnale elettromagnetico, fino a quel momento esclusivamente analogica. Grazie a ciò, il segnale può in linea di principio essere trasportato attraverso tutti i canali di diffusione digitali, la netta separazione fra reti di radiodiffusione e di telecomunicazione scompare e si assiste alla progressiva fusione di radiotelevisione e telecomunicazioni. Questo fenomeno, detto anche “convergenza”, riguarda non solo le reti di diffusione e i relativi contenuti ma anche gli apparecchi atti alla ricezione. Non è oramai più possibile classificare gli strumenti moderni in funzione del tipo di utilizzo, come prima si faceva per la radio, il televisore o il telefono. Infatti, esistono ora applicazioni o software che pemettono di trasformare facilmente impianti di telecomunicazione in apparecchi radiotelevisivi e viceversa. I nuovi apparecchi sono praticamente tutti multifunzionali, il che significa che supportano numerose applicazioni (ad es. radiosveglia, GPS con radio integrata, telefoni cellulari che permettono di ricevere programmi radiofonici e/o televisivi, pc). Oggi è possibile ascoltare la radio persino mediante i televisori tradizionali (via satellite o avvalendosi di un set-top box), il tutto senza accorgimenti tecnici particolarmente onerosi. Di recente sono inoltre stati commercializzati apparecchi televisivi che consentono anche di navigare in Internet. È su Internet che il fenomeno della convergenza ha raggiunto il massimo grado di espressione, tanto che risulta ormai difficile distinguere servizi, applicazioni e apparecchi (computer, laptop, netbook, PDA smartphone). Oggigiorno è quindi facile consumare contenuti radiotelevisivi collegandosi a Internet dal proprio computer di casa o in ufficio.

I mutamenti tecnici nel campo degli apparecchi minano la pertinenza dell’attuale sistema dei canoni di ricezione. Per quanto riguarda l’assoggettamento degli apparecchi multifunzionali all’obbligo di pagare il canone, esiste una prassi concepita per agevolare l’attuale fase di transizione. È tuttavia facile prevedere che in un futuro prossimo non sarà più possibile tracciare una chiara linea di demarcazione tra le

9 Inclusi i proventi delle finestre pubblicitarie svizzere in programmi stranieri (fonte: Fondazione statistica svizzera della pubblicità)