Rapporto esplicativo

Consultazione 2011/19: Legge federale sulla formazione continua (Legge sulla formazione continua, LFCo) · 61 pagine

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Rapporto esplicativo

3 Politica della Confederazione in materia di formazione continua

3.1 Stato della politica in materia di formazione continua

Il 21 maggio 2006 il popolo e i Cantoni hanno approvato a larga maggioranza le nuove disposizioni costituzionali in materia di formazione. Esse conferiscono alla Confederazione e ai Cantoni il mandato di provvedere insieme a un’elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero (art. 61a cpv. 1 Cost.). Con queste disposizioni si chiude il sipario su una pluriennale discussione concernente la suddivisione delle competenze tra Confederazione e Cantoni nel settore della formazione.

Accanto al settore scolastico (art. 62 Cost.), fanno parte di tale spazio in particolare la formazione professionale (art. 63 Cost.), le scuole universitarie (art. 63a Cost.), la ricerca (art. 64 Cost.), il perfezionamento (64a Cost.) nonché altri ambiti interessati dalle disposizioni costituzionali in materia di formazione. Il nuovo articolo costituzionale sul perfezionamento funge da base e costituisce il mandato per il presente disegno di legge.

Discussioni politiche

Dagli anni ottanta in poi la formazione continua è un tema ricorrente nelle discussioni parlamentari. Alla luce della carenza di personale specializzato durante gli anni novanta, l’attenzione era rivolta principalmente all’aspetto del perfezionamento professionale. Nel contesto dell’Offensiva di formazione continua basata sulla legge sulla formazione professionale del 1978, stati promossi nel periodo 1990-1996 soprattutto progetti concernenti la formazione professionale superiore e il perfezionamento professionale. La somma di 162 milioni di franchi inizialmente stanziata è stata ridotta nel corso del programma fino ad arrivare a un importo finale di 101 milioni.

Il postulato «Rapporto sulla formazione professionale: misure di applicazione e misure complementari» (97.3249), inoltrato nel 1997 dalla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N), chiedeva al Consiglio federale di presentare un rapporto in cui sulla «situazione, l’evoluzione, la promozione e le misure da adottare nel contesto della formazione degli adulti, che sia essa generica o culturale». L’obiettivo era quello di chiarire la ripartizione dei ruoli tra Confederazione e Cantoni nonché di presentare i nessi contenutistici, strutturali e finanziari relativi alla formazione professionale continua. Secondo la suddetta Commissione, la formazione continua non andrebbe considerata in un ottica puramente professionale, ma dovrebbe inglobare anche la formazione degli adulti sia generica che culturale.

Rapporti

La perizia sulla formazione continua in Svizzera (Schläfli & Gonon, 1999), elaborata in adempimento al postulato 97.3249, era giunta alla conclusione che erano necessarie nuove basi costituzionali e legali a livello federale ai fini dell’integrazione della formazione continua nella società e nel sistema educativo e che l’accesso alla formazione continua andava promosso mediante programmi d’incentivazione per contribuire al miglioramento delle pari opportunità. Il rapporto sottolinea inoltre l’importanza di una collaborazione di partenariato ai fini del mantenimento e dello sviluppo della pluralità di offerte.

Dopo gli adeguamenti delle disposizioni costituzionali relative alla formazione professionale e alla formazione degli adulti, effettuati nel 1999, il Consiglio federale ha integrato la suddetta perizia con

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