Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/40: Modifica del codice civile, del codice di procedura civile e della legge federale sull'assistenza (mantenimento dei bambini) · 46 pagine
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lavoro, rischiando anche di aver minori prospettive di carriera38. In altri termini il genitore, che contribuisce in natura al mantenimento del figlio, fornisce una prestazione supplementare, essendo l’accudimento del figlio un impedimento ad esercitare un’attività professionale e a ritrovare la propria indipendenza economica39.
Contributo per l’accudimento del figlio nel diritto vigente
È proprio per questo motivo che il diritto vigente riconosce, tra i criteri per l’erogazione del contributo di mantenimento al genitore divorziato, «la portata e durata delle cure ancora dovute ai figli» (art. 125 cpv. 2 n. 6 CC).
Non è invece previsto alcun contributo di mantenimento per i genitori non sposati in caso di separazione. Le madri non sposate hanno solo diritto al versamento delle spese di mantenimento per almeno quattro settimane prima e per almeno otto settimane dopo la nascita (art. 295 cpv. 1 n. 2 CC).
Disparità di trattamento tra i figli di coppie sposate e quelli di genitori non sposati
Questa situazione crea una disparità di trattamento tra i figli nati da una coppia sposata e quelli i cui genitori vivono in concubinato. Infatti grazie al versamento del contributo di mantenimento, il genitore divorziato può continuare ad occuparsi del figlio come prima del divorzio, almeno per un determinato periodo di tempo.
Nella situazione di crisi e confusione che la fine della comunione domestica rappresenta per il figlio, è importante potergli garantire una continuità almeno nell’accudimento quotidiano come elemento di stabilità in un momento in cui subisce in maniera passiva un cambiamento di vita fondamentale.
La fine della comunione domestica non è vissuta diversamente dai figli di coppie non sposate. Anche loro hanno bisogno di continuità e stabilità. Come già esposto prima, il diritto vigente non tiene conto di questa esigenza. In caso di disaccordo tra i genitori in merito al contributo per l’accudimento del figlio, il genitore, che si occupava del figlio durante la comunione domestica, è costretto a riprendere, o addirittura aumentare, l’attività lucrativa il più presto possibile.
Tenuto conto dell’evoluzione della società e del fatto che il numero di figli nati da genitori non sposati è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni, questa situazione non può perdurare. In caso di separazione o di divorzio, ogni figlio deve poter beneficiare delle cure e dell’educazione del genitore per tutto il tempo necessario al suo bene40.
Contributo per l’accudimento del figlio nell'AP CC
Per eliminare questa disparità di trattamento, una parte della dottrina propone che il genitore che non si occupa personalmente del figlio versi all’altro genitore, indipendentemente dal suo stato civile, un contributo di mantenimento per almeno tre anni dopo la nascita41. La proposta si ispira al diritto tedesco che riconosce al genitore, che si prende cura del figlio, il diritto ad
38 G ERFIN/STUTZ/OESCH/STRUB, Le coût des enfants, riassunto in francese, pag. 3 e 7; cfr. anche LEUBA/BASTONS BULLETTI, Contributions, pag. 85.
39 DTF 115 II 6, consid. 3c pag. 10: «Indessen ist die Kinderbetreuung, die über die Scheidung hinaus andauert, nicht ausschliesslich nur als Beitrag an den Kindesunterhalt im Sinne von Art. 276 Abs. 2 ZGB zu verstehen, vielmehr bedeutet diese Familienpflicht grundsätzlich auch eine Behinderung des betroffenen Ehegatten in der Wiedererlangung der wirtschaftlichen Selbständigkeit nach der Scheidung».
40 Su questo argomento, cfr. anche R UMO-JUNGO, Alleinerziehende, pagg. 183-184.
41 S CHWENZER/EGLI, Betreuungsunterhalt, pag. 31; RUMO-JUNGO, Betreuungsunterhalt, pag. 32.