Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/40: Modifica del codice civile, del codice di procedura civile e della legge federale sull'assistenza (mantenimento dei bambini) · 46 pagine
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i genitori non dispongono dei mezzi per soddisfare i bisogni del figlio, l’ente pubblico deve assumersene il mantenimento.
Visto quanto precede, l'AP CC si articola intorno a tre temi: il primo riguarda il rafforzamento del diritto di mantenimento del figlio in generale (1.5.1); il secondo esamina la possibilità di coordinare le norme di diritto privato sul mantenimento e quelle di diritto pubblico sul sostegno finanziario fornito dall’ente pubblico nei casi di ammanco (1.5.2); il terzo tratta il mantenimento del figlio nei casi di ammanco (1.5.3).
1.5.1 Rafforzare il diritto di mantenimento del figlio
1.5.1.1 Diritto del figlio a un contributo per l’accudimento da parte di un genitore L'obbligo di mantenimento da parte dei genitori
Durante la comunione domestica, il padre e la madre contribuiscono congiuntamente al debito mantenimento della famiglia, ciascuno in base alle sue possibilità, e si accordano sul modo in cui ognuno di loro apporta il proprio contributo, sia esso una prestazione in denaro, il lavoro domestico o la cura dei figli.
In seguito ad una separazione o un divorzio, pur rimanendo il mantenimento del figlio una responsabilità comune dei genitori, emerge la necessità di definire concretamente tale obbligo e la sua ripartizione tra i genitori. Solitamente il genitore che ha la custodia del figlio, ossia il genitore presso il quale il figlio risiede principalmente, garantisce la cura e l’educazione (mantenimento in natura) mentre il genitore che non ha la custodia assolve l’obbligo di mantenimento versando prestazioni pecuniarie.
Quando la comunione domestica si scioglie, diventa necessario determinare concretamente i costi generati dal mantenimento dei figli.
Il costo dei figli
Il costo dei figli in Svizzera è stato oggetto di uno studio realizzato nel 2009 su mandato dell’Ufficio federale di statistica (UST)36.
Questo studio distingue tra costi diretti e costi indiretti.
I costi diretti dei figli rappresentano anzitutto le spese di consumo a carico dell’economia domestica, ad esempio il vitto, l’alloggio e gli indumenti. Il loro importo dipende dall’età del figlio e dalla capacità contributiva dei genitori. A queste spese si aggiungono quelle effettuate nell’interesse del figlio, quali i premi delle casse malati, le spese legate all’accudimento dei figli da parte di terzi (ad es. mamma diurna o asilo), quelle di scolarizzazione o le spese per lo svago37.
Le spese indirette rispecchiano invece il tempo che i genitori dedicano ai figli espresso sotto forma di riduzione del reddito da un'attività professionale o di aumento del lavoro domestico e famigliare, non remunerato, legato alla presenza del figlio nell’economia domestica. L’investimento in tempo dedicato alle cure e all’educazione del figlio comporta infatti una diminuzione dell’attività professionale da parte del genitore che se ne occupa quotidianamente. Inoltre chi riduce o interrompe la sua attività professionale per educare i propri figli deve aspettarsi di incontrare difficoltà quando vorrà rientrare nel mercato del
36 G ERFIN/STUTZ/OESCH/STRUB, Le coût des enfants.
37 Lista non esaustiva. Cfr. anche G ERFIN/STUTZ/OESCH/STRUB, Le coût des enfants, testo integrale in tedesco, pag. 1-2.