Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/40: Modifica del codice civile, del codice di procedura civile e della legge federale sull'assistenza (mantenimento dei bambini) · 46 pagine
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Germania
Il diritto tedesco prevede un «contributo all’accudimento» (Betreuungsunterhalt): un genitore divorziato può esigere dall’altro il versamento di un contributo per il mantenimento e l’educazione del figlio per almeno i primi tre anni di vita. Questo diritto è prorogato quando il principio dell’equità lo impone in base a criteri legati sia alla situazione del figlio sia a quella dei genitori ma soprattutto tenendo conto degli interessi del figlio e dell’eventuale accudimento che quest’ultimo richiede (par. 1570 del Bürgerliches Gesetzbuch - BGB). Gli stessi criteri si applicano ai genitori non sposati (par. 1615l BGB). Se i genitori esercitano congiuntamente l’autorità parentale, il contributo di mantenimento può essere ridotto solo se il figlio trascorre circa la metà del suo tempo con ognuno di loro.
Austria
Per il diritto austriaco, il genitore che risiede con il figlio soddisfa già pienamente l’obbligo di mantenimento, sarà dunque l’altro genitore ad assumersi interamente le spese di mantenimento. Si può esigere un contributo finanziario dal genitore presso il quale vive il figlio solamente se l’altro genitore non è in grado di provvedere da solo al mantenimento del figlio oppure se assumersi interamente le spese comprometterebbe eccessivamente il suo tenore di vita. Quando i genitori esercitano congiuntamente l’autorità parentale, quello che dedica meno tempo al figlio può essere tenuto a contribuire finanziariamente al suo mantenimento. In questo caso, dal contributo di mantenimento che deve pagare sono dedotte le spese corrispondenti al tempo che dedica al figlio al posto del genitore titolare della custodia. Il calcolo tiene conto del reddito dei genitori e di quello del figlio.
Francia
In Francia il calcolo del contributo di mantenimento, chiamato pension alimentaire (pensione alimentare) si basa su tabelle di riferimento contenenti gli importi fissati in funzione del tempo (giorni e notti) che il figlio trascorre con il genitore con il quale prevalentemente non vive. La tabella di riferimento indica un contributo minimo calcolato in base al costo del mantenimento di un figlio, al reddito del genitore debitore, al numero di figli e all’estensione del diritto di visita e di alloggio. Rispetto all’estensione il diritto di alloggio può essere ridotto, classico o alternato.
Inghilterra
In Inghilterra è l’ente governativo Child Support Agency (CSA) a calcolare l’importo del contributo da versare. Secondo il regolamento della CSA, il genitore, che ricorre all’aiuto sociale per il mantenimento della prole, può depositare presso la CSA una domanda di versamento di alimenti a carico dell’altro genitore. Il contributo di base equivale a una percentuale del reddito del genitore debitore, al netto delle imposte, dei contributi sociali e di quelli pensionistici e corrisponde al 15, al 20 o al 25 per cento (tasso di base) a seconda che vi siano uno, due, tre o più figli. Inoltre si applicano altri criteri: il contributo è ridotto di un settimo per ogni periodo, costituito da 52 notti, che i figli trascorrono dal genitore non titolare della custodia durante l’anno in oggetto.
1.6.2 Nazioni Unite (ONU)
L’articolo 2 numero 2 della Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo obbliga gli Stati parti a tutelare i fanciulli contro ogni forma di discriminazione motivata dalla condizione sociale dei loro genitori. Secondo l’articolo 3 numero 1, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione permanente in tutte le decisioni che lo riguardano, mentre secondo l’articolo 27 numero 1 gli Stati parti riconoscono il diritto di ogni fanciullo ad un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale e sociale. L'AP CC persegue gli obiettivi posti dalla Convenzione.