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Consultazione 2011/70: Strategia Biodiversità Svizzera · 78 pagine
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Rapporto Strategia Biodiversità Svizzera UFAM 2011
giche. Posto che queste superfici di compensazione non avevano ovunque la stessa
importanza sul piano della diversità biologica, nel 2001 è stata introdotta l’ordinanza
sulla qualità ecologica, compiendo così un primo passo verso la creazione di incentivi
per il miglioramento qualitativo delle superfici e un’efficace interconnessione. Dal
2008, per i progetti portanti sull’utilizzazione sostenibile delle risorse naturali sono
previsti aiuti finanziari che vengono versati per un periodo di sei anni.
Anche in ambito privato non sono mancati e non mancano iniziative, programmi e
progetti che mirano ad arrestare la perdita di biodiversità nelle zone agricole.108
Grazie alle misure sin qui adottate è stato possibile ridurre gli inquinamenti ambientali Campi d’azione per imputabili all’agricoltura e in parte frenare l’erosione della biodiversità. La salvaguar- l’agricoltura dia e la promozione della diversità biologica richiedono tuttavia ulteriori sforzi. La
sfida futura sarà quella di contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento alimenta-
re con metodi produttivi sostenibili. Per poter conciliare la salvaguardia e la promozio-
ne della biodiversità nelle zone agricole con una produzione efficiente di derrate ali-
mentari è necessario adottare un approccio coordinato, tenendo conto delle specifiche
condizioni locali e del potenziale produttivo. Si devono definire obiettivi regionali,
quantitativi e qualitativi. Le superfici necessarie e i criteri qualitativi possono essere
estrapolati dai contributi scientifici di diversi studi casistici109. Tali esigenze e criteri
sono precisati in termini qualitativi e quantitativi per le diverse regioni di produzione
svizzere in modo tale da consentire di promuovere e conservare in modo mirato nella
loro area di diffusione le specie e gli habitat dipendenti dall’utilizzazione agricola.
Nelle zone di montagna le esigenze dipendono strettamente dall’intensità delle utilizza-
zioni del suolo. In base all’intensità di gestione cambia il bisogno di convertire le
superfici in zone di compensazione ecologica. In genere, i prati pingui ricchi di specie
(avena altissima, avena bionda) nelle zone di pianura, e i prati umidi e secchi più magri
nelle zone di montagna, rappresentano un’utilizzazione adatta al luogo e quindi soste-
nibile.
Una manovra importante per promuovere la diversità biologica consiste inoltre nel
pianificare concretamente nell’ambito dell’elaborazione della politica agricola 2014–
2017 le modalità future del sistema dei pagamenti diretti. Formare e motivare gli
agricoltori è un altro aspetto fondamentale per indurli a tenere maggiormente conto dei
problemi e delle interazioni a livello ecologico.
6.3 Caccia e pesca
La caccia e la pesca si ispirano al principio della sostenibilità: le legislazioni sia federa- Caccia e pesca le sia cantonali definiscono le specie protette e quelle utilizzabili, i periodi di protezio- sostenibili ne, i quantitativi per la cattura o l’abbattimento e prescrizioni riguardanti la grandezza e
l’età degli esemplari. A livello federale sono state promulgate una legge sulla caccia110
e una legge sulla pesca111, integrate da una serie di relative ordinanze. Sulla base di
queste normative sono stati elaborati numerosi progetti e aiuti all’esecuzione.
108 BioSuisse o l’etichetta privata IP Suisse, ad esempio, pongono ai loro soci (circa 20 000) esigenze molto severe in materia di qualità e collegamento delle superfici di compensazione ecologica nelle aziende, e così facendo promuovono la diversità biologica nel settore privato.
109 Ad es Oppermann R., Gujer H.U. 2003: Artenreiches Grünland bewerten und fördern – MEKA und ÖQV in der Praxis. Stuttgart: Ulmer 110 Legge federale del 20 giugno 1986 sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (legge sulla caccia, LCP, RS 922.0).
111 Legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca (LFSP, RS 923.0).