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Consultazione 2011/70: Strategia Biodiversità Svizzera · 78 pagine
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Rapporto Strategia Biodiversità Svizzera UFAM 2011
4. Entro il 2020 l’erosione genetica è rallentata. La salvaguardia e l’utilizzazione sostenibile delle risorse genetiche, compresi gli animali da reddito e le piante coltivate è garantita.
Un’elevata diversità genetica permette alle specie di adattarsi meglio a mutate condizioni ambientali. Essa costituisce una base fondamentale per la sopravvivenza delle specie e per la preservazione dei servizi ecosistemici. È inoltre una fonte di sviluppo per la ricerca e l’industria, come pure per l’agricoltura e l’economia forestale.
5. Entro il 2020, l’impatto negativo sulla biodiversità degli incentivi finanziari esistenti è individuato e, per quanto possibile, prevenuto. Dove opportuno, sono creati nuovi incentivi positivi.
Il sistema fiscale e finanziario attualmente in vigore prevede alcuni incentivi che si ripercuotono negativamente sulla diversità biologica. Occorre pertanto rivalutare gli incentivi esistenti ed elaborare soluzioni migliorative. Gli ambiti di intervento si delineano non solo a livello nazionale, ma anche cantonale e internazionale.
6. Entro il 2020 un rilevamento quantitativo dei servizi eco sistemici è effettuato. I
servizi ecosistemici sono inglobati nella misurazione del benessere quale indicatore aggiuntivo al prodotto interno lordo come pure nelle analisi d’impatto del-
la regolamentazione.
Un ambiente integro è essenziale per la prosperità di un Paese. Il prodotto interno lordo (PIL), parametro comunemente usato per misurare la crescita di un Paese, non considera né i servizi degli ecosistemi né, di conseguenza, il valore economico della biodiversità. Per salvaguardare e promuovere la diversità biologica a livello sia globale sia nazionale, è essenziale stabilire delle metodologie di misurazione del benessere omnicomprensive che inglobino anche il capitale naturale. Solo così si traccia un quadro rappresentativo della prestazione globale dell’economia e della società.
7. Fare in modo che entro il 2020 tutti gli attori interessati abbiano acquisito
conoscenze sufficienti sulla diversità biologica, creando così il presupposto affinché la biodiversità sia considerata una base indispensabile alla vita di cui te-
nere conto in tutte le decisioni rilevanti.
Con le loro azioni, i decisori politici, economici e sociali influenzano la diversità biologica in maniera più o meno diretta. Conoscenze sulle specie, sugli ecosistemi e i loro servizi, unite alla comprensione di come le decisioni personali e politiche influenzino la diversità biologica, innescano una presa di coscienza della responsabilità nei confronti della salvaguardia della biodiversità. Le conoscenze necessarie devono essere facilmente accessibili e comprensibili per l’amministrazione, gli addetti ai lavori, la politica e il pubblico.
8. Entro il 2020, lo spazio urbano contribuisce al collegamento degli habitat grazie alla promozione della diversità biologica negli spazi insediativi, le specie tipiche
di questi spazi sono preservate e la popolazione ha la possibilità di vivere a con-
tatto con la natura nel contesto abitativo e nelle zone ricreative.
L’attuale regime esecutivo non valorizza ancora il potenziale della pianificazione del territorio ai fini dell’interconnessione ecologica e della creazione o preservazione di spazi aperti e aree verdi nelle zone insediative. Nel quadro della revisione della legge sulla pianificazione del territorio vanno definiti con maggiore precisione i requisiti degli strumenti cantonali e comunali di pianificazione del territorio nel settore natura e paesaggio.