Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/123: Legge federale sull'infrastruttura del mercato finanziario (Legge sull'infrastruttura finanziaria, LInfFin) · 136 pagine
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borsistiche con prescrizioni più permissive, poiché un simile esodo ridurrebbe l’utilità della nuova normativa. Il campo d’applicazione della LInfFin è stato dunque definito in modo esteso per quanto concerne il commercio di derivati. I nuovi obblighi introdotti sono in linea di principio applicabili anche alle operazioni transfrontaliere. I conflitti transfrontalieri tra due ordinamenti giuridici vanno però evitati nel limite del possibile.
Un’accresciuta stabilità finanziaria e una migliore trasparenza sono vantaggiose per l’economia nazionale, poiché riducono il rischio e le conseguenze economiche di un’eventuale crisi finanziaria. La tutela dell’integrità e del buon nome della piazza finanziaria svizzera rappresenta un ulteriore vantaggio per il nostro Paese.
Le opportunità insite in un obbligo di compensazione per il tramite di una una controparte centrale per le operazioni con derivati devono essere soppesate con i possibili rischi che ne derivano: con un simile obbligo, le controparti centrali concentrano i rischi di inadempienza della controparte e, di conseguenza, possono a loro volta entrare a far parte delle infrastrutture too big to fail o too interconnected to fail. L’inadempienza di una controparte centrale potrebbe scatenare conseguenze sistemiche addirittura maggiori rispetto all’inadempienza iniziale di una controparte, poiché toccherebbe direttamente tutti gli istituti finanziari partecipanti. Per di più, se il rischio di inadempienza è assunto da una controparte centrale, i partecipanti al mercato rischiano di abbassare la guardia sulla solvibilità delle loro controparti. La fissazione di limiti bilaterali o altre pratiche in materia di gestione dei rischi di controparte potrebbero così essere relegate in secondo piano dai partecipanti al mercato. Un disciplinamento normativo adeguato per le controparti centrali (e così pure per i repertori di dati sulle negoziazioni), come quello istituito con la LInfFin, riveste dunque un’importanza fondamentale per la stabilità finanziaria.
Promozione della crescita e dello sviluppo economici
Le ripercussioni della riforma del commercio di derivati sull’economia e sui suoi attori sono stati oggetto di diversi studi122, tra cui in particolare quelli realizzati dal FMI123 e dalla BRI124:
Lo studio del FMI stima costi e benefici del disciplinamento dei derivati per i singoli attori economici e ne deduce che in fin dei conti le ripercussioni sui singoli attori finiscono per annullarsi, tranne che per le grandi banche, per le quali il disciplinamento comporterà probabilmente costi netti. A questo riguardo occorre considerare che lo studio del FMI stima i costi al di fuori di ogni ipotesi di crisi. Se si considera che la riforma contribuirà alla stabilità del sistema e diminuirà il rischio di una crisi finanziaria, a lungo termine essa comporterà nel suo complesso benefici superiori ai costi per l’economia nazionale.
Lo studio della BRI stima costi e benefici del disciplinamento dei derivati per l’economia nazionale facendo riferimento alle variazioni del PIL indotte dalla nuova
122 Tra i quali The Impact of Regulation on the structure of European OTC derivative markets, Deloitte 2012; OTC cleared Derivatives: Benefits, Costs and Implications of the DFA, 2010; ESMA Impact Assessment of Technical Standards on EMIR.
123 Assessing the Cost of Financial Regulation, IMF Working Paper WP 2012 (studio FMI): http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12233.pdf, F. Derivatives Requirements, pag. 48 segg.
124 Macroeconomic Impact Assessment Group on Derivatives, BRI, agosto 2013 (studio BRI): http://www.bis.org/publ/othp20.pdf.