Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/21: Revisione parziale della legge federale sui diritti politici (LDP) · 49 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 29Fedlex · Rapporto esplicativo
Il Pool di esperti svizzeri del DFAE per la promozione civile della pace invia osservatori elettorali svizzeri in diversi Stati nell’ambito di missioni dell’OSCE, dell’UE e dell’OSA (nel 2012 la Svizzera ha inviato 17 osservatori elettorali per missioni di lunga durata e 31 per missioni di breve durata nel quadro dell’OSCE/ODIHR). Rappresentanti del popolo svizzeri sono inoltre messi a disposizione di missioni di osservazione elettorale delle assemblee parlamentari dell’OSCE e del Consiglio d’Europa. Poiché gli Stati dell’UE, del Consiglio d’Europa e dell’OSA accolgono osservatori svizzeri, anche il nostro Paese dovrebbe sforzarsi di garantire agli osservatori esteri l’accesso al nostro processo elettorale.
Considerando poi che nel 2014 il nostro Paese assumerà la presidenza dell’OSCE, alla Svizzera si chiede di seguire nel migliore dei modi le raccomandazioni dell’OSCE/ODHIR del 2007 e del 2011.
1.3.5 Richieste di revisione non prese in considerazione
Per quanto riguarda le differenze a livello di esecuzione nel settore dei diritti politici della Confederazione, in questi ultimi tempi nei media e da parte di privati cittadini è stato spesso richiesto un disciplinamento più centralizzato. Questa centralizzazione lascerebbe tuttavia irrisolti la maggior parte dei problemi, e ciò non avrebbe senso. In linea di principio la collaudata collaborazione fra Cantoni e Confederazione nel settore dei diritti politici va mantenuta. I diritti politici sono maturati nei Cantoni, permettendo il formarsi di tradizioni disparate per lo più ben sperimentate. Questa varietà implica opportunità, ma anche rischi. Non è ragionevole andare oltre nella molteplicità federale dei processi di autorganizzazione della Confederazione: con un ulteriore aumento della complessità crescerebbero anche i rischi di intoppi.
Questa revisione dei diritti politici non può attendere fino alla revisione totale della pertinente legislazione. Processi democratici essenziali come le elezioni e le votazioni popolari vengono influenzati dai più svariati sviluppi sociali, giuridici e politici. Si pensi soltanto alla questione dell’estensione della giurisdizione costituzionale. Tutti questi cambiamenti si ripercuotono sulle istituzioni della democrazia diretta, che devono comunque mantenere la loro efficienza. Il buon funzionamento di questi meccanismi non può essere assolutamente lasciato al caso, poiché gli intoppi minerebbero la fiducia nelle istituzioni della democrazia diretta e di conseguenza in una procedura costituzionale essenziale della Svizzera.
Le questioni che trattiamo in questa sede riguardano le elezioni del Consiglio Nazionale e le connesse ferie giudiziarie, il funzionamento del referendum nonché i problemi in materia di votazioni evidenziati dal Tribunale federale. Dato che queste misure sono urgenti e andranno applicate nel 2015, il progetto non può subire ritardi perché appesantito da altre questioni controverse.
Proprio per quanto concerne le elezioni del Consiglio Nazionale, il progetto rinuncia inoltre anche a istituire una nuova procedura elettorale più neutrale sotto il profilo del risultato. Con tutta la simpatia per la richiesta, sollecitata dal Tribunale federale49, di un sistema elettorale il più scevro possibile da effetti di distorsioni, in linea
49 Cfr. le sentenze DTF 129 I 183 (Zurigo), 131 I 74 (Argovia), 131 I 85 (Vallese), 136 I 352 (Nidvaldo), 136 I 364 (Aarau), 136 I 376 (Zugo), nonché DTF 1C_407/2011 e 1C_445/2011 del 19 marzo 2012 (Svitto); messaggio del Consiglio federale del 15 agosto 2012 concernente il conferimento della garanzia federale alla Costituzione del Cantone di Svitto, FF 2012 7023.