Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/25: Ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (Ordinanza sul CO2) · 54 pagine
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ENTWURF
Referenz/Aktenzeichen: L083-0060
Nel settore dell’industria, il consumo energetico rappresenta circa 55 per cento delle emissioni di gas serra. Gli impegni comprendono non soltanto le emissioni di CO2 d’origine energetica bensì, tra l’altro, anche emissioni liberate nell’ambito di vari processi (p. es. cemento e raffinerie) ed emissioni da combustibili ottenuti da rifiuti. Per dare certezza del diritto alle imprese, gli obiettivi di emissione o di riduzione individuali convenuti devono valere per l’intero periodo 2013–2020 e non essere inaspriti successivamente in funzione di un percorso di abbattimento.
L’obiettivo complessivo di meno 20 per cento deve essere ripartito sui singoli settori in modo da poter essere rispettato con i provvedimenti legislativi. La seguente tabelle offre una panoramica sugli obiettivi di riduzione perseguiti nei singoli settori e sull’atteso effetto dei singoli provvedimenti in tonnellate di CO2eq entro il 2020:
Panoramica sugli obiettivi di riduzione perseguiti nei singoli settori: Settore Quota di Obiettivo par- Evoluzione senza Atteso effetto di gas serra ziale 2020 ri- provvedimenti in t riduzione dei nel 2009 spetto al 1990 CO2eq rispetto al provvedimenti in t (in funzione del 19902 CO2eq3 secondo settore) la legge sul CO2
Edifici ~30 % meno 40 % ~ -1,9 milioni ~4,9 milioni4
Trasporti ~30 % meno 10 % ~ +1,3 milioni ~2,9 milioni
Industria5~25 %6 meno 15 % ~ -1,1 milioni ~0,8 milioni7
altre fonti8~15 % meno 10 % ~ -0,4 milioni ~0,2milioni
Totale 100 % meno 20 % ~ -2,1 milioni ~8,8 milioni6
La prestazione di riduzione di 10,6 milioni di tonnellate di CO2eq necessaria per raggiungere gli obiettivi verrà fornita in parte mediante il calo che si sarebbe verificato anche senza provvedimenti (2,1 milioni) e in parte grazie all’effetto dei provvedimenti ai sensi della legge (8,8 milioni). Le due parti, sommate, danno più della direttiva di riduzione prevista dalla legge. La prestazione di riduzione fornita dall’industria all’estero, stimata in 0,3 milioni di tonnellate di CO2eq, deve tuttavia essere dedotta per rispettare l’obiettivo di riduzione del 20 per cento in Svizzera.
1.4 Riduzioni delle emissioni conseguite all’estero
Sebbene l’obiettivo di riduzione debba essere raggiunto in Svizzera, la legge ammette in modo mirato anche quelle conseguite all’estero. Ad alcuni emettitori sarà ancora consentito di farsi computare entro certi limiti la riduzione di emissioni all’estero anche nel quadro della nuova legge sul CO2. Si tratta di:
imprese integrate nel sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE): in caso di connessione con il SSQE dell’UE vale la logica del mercato interno; non vi è l’obbligo di tracciabilità delle quote di emissioni per i singoli Paesi. Le imprese SSQE possono pertanto acquistare nell’UE una quantità illimitata di quote di emissioni. Inoltre, le imprese e i loro concorrenti nel SSQE dell’UE hanno facoltà di acquistare una quantità limitata di certificati di emissione provenienti da Paesi emergenti e in via di sviluppo. La quota computabile di certificati di riduzione delle emissioni esteri non dovrebbe superare il 50 per cento delle prestazioni di riduzione che le imprese devono fornire complessivamente.
imprese esentate dalla tassa non integrate nel SSQE: per quanto riguarda la contabilizzazione delle quote di emissioni estere acquistate da Paesi emergenti o in via di sviluppo, si continuerà in linea di massima ad applicare la normativa vigente. Le imprese beneficeranno così di maggiore flessibilità nel caso in cui le misure adottate non dovessero essere abbastanza incisive. La quota computabile di certificati di riduzione delle emissioni esteri non do-
2 Andamento di riferimento conformemente al messaggio concernente la politica climatica della Svizzera dopo il 2012 (09.067)
3 Le stime dell’effetto dei singoli provvedimenti si basa su modelli e ipotesi relativi all’andamento del costo del petrolio, alle temperature e allo sviluppo della popolazione e dell’economia. I dati menzionati sono pertanto caratterizzati da un elevato grado di incertezza e dipendono in larga misura dalla variabilità dei fattori elencati e di altri settori politici (politica energetica ecc.).
4 Incl. effetto della tassa sul CO2
5 Incl. incenerimento di rifiuti e conversione dell’energia
6 Di cui il 55 % sono emissioni di CO2 legate al consumo di energia e il 45 % altre fonti di CO2 e gas serra
7 Di cui 0,3 milioni t CO2 all’estero (scambio di quote di emissioni, certificati esteri )
8 Agricoltura, gas sintetici (fluidi refrigeranti, gas propellenti ecc.) 5/54 274/2006-01959/40/25/L083-0060