Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 40 pagine

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nell’ambito dell’ABS. L’UFAM collabora strettamente con l’Accademia svizzere delle scienze naturali (SCNAT), che ha tra l’altro pubblicato codici di condotta, elaborato contratti tipo per la ricerca non commerciale e realizzato un programma di sensibilizzazione dei ricercatori.69 Recentemente anche l’International Council for Science (ICSU) ha adottato raccomandazioni concernenti l’accesso alle risorse genetiche e la condivisione dei benefici.70 Per facilitare l’attuazione dell’obbligo di diligenza nel settore della ricerca non commerciale, le Accademie svizzere delle scienze continueranno ad adoperarsi per sensibilizzare i ricercatori sui diritti e gli obblighi in materia di ABS.

Secondo l’articolo 8 del Protocollo di Nagoya, nell’ambito dell’elaborazione di leggi e altri requisiti normativi in materia di ABS le Parti devono sforzarsi tra l’altro anche di promuovere la ricerca sulla biodiversità e in particolare agevolare l’accesso alle risorse genetiche per i progetti di ricerca non commerciali. In conformità con l’articolo 12 della CBD, le Parti devono inoltre promuovere la ricerca che contribuisce alla conservazione e all’uso sostenbile della diversità biologica. Ai sensi di queste disposizioni, la ricerca non commerciale sottostà all’obbligo di diligenza di cui all’articolo 23n LPN, ma non all’obbligo di notifica di cui all’articolo 23o LPN (cfr. n. 5.2.3 e 5.2.4). Per aumentare la certezza del diritto dovrebbe tuttavia essere possibile una notifica volontaria al servizio centrale presso l’UFAM anche per i progetti di ricerca non commerciali.

I moduli di domanda della promozione statale della ricerca dovrebbero inoltre segnalare le nuove disposizioni in materia di ABS della LPN e in caso di utilizzazione di risorse genetiche o conoscenze tradizionali associate a esse provenienti da una Parte del Protocollo di Nagoya ai richiedenti dovrebbe inoltre essere richiesta una conferma che attesti il rispetto delle norme interne in materia di ABS. Anche nelle direttive degli organi della ricerca concernenti l’integrità scientifica e la buona prassi scientifica sarà attirata l’attenzione sulle nuove disposizioni giuridiche della LPN nonché sull’obbligo ABS. Se queste misure non dovessero bastare, la Confederazione esaminerà in quale misura siano necessarie ulteriori misure giuridiche per fare in modo che i ricercatori si attengano alle norme interne in materia di ABS dei Paesi fornitori e che i benefici siano ripartiti in modo giusto ed equo.

5.3.2 Cooperazione con i Paesi in via di sviluppo

Per attuare il Protocollo di Nagoya è necessario creare e sviluppare le capacità nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto negli Stati meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari, nonché nelle Parti con un’economia in transizione (art. 22 del Protocollo). Le Parti s’impegnano inoltre a collaborare e a cooperare ai programmi di ricerca e sviluppo tecnico e scientifico, incluse le attività di ricerca biotecnologica, allo scopo di raggiungere l’obiettivo del Protocollo di Nagoya (art. 23 del Protocollo).

Nel settore ABS, finora sono in particolare l’UFAM e la SECO ad aver sostenuto una serie di iniziative concernenti la collaborazione con i Paesi in via di sviluppo in materia di ABS e biodiversità. La SECO ha finanziato ad esempio il cosiddetto ABS-Management Tool, che rappresenta un aiuto, sia per gli utenti che per i fornito-

69 Website on Access and Benefit Sharing & Non-Commercial Academic Research, Swiss Academy of Sciences, Bern, Switzerland. http://abs.scnat.ch

70 International Council for Science ICSU Advisory Note on Access and Benefit-Sharing