Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/51: Codice civile (Modifica concernente gli atti pubblici) · 47 pagine
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Riferimento/dossier n: COO.2180.104.7.32928 / 462/2012/00151
Proposte di modifica e verifica
Prassi di nullità
Qualora con l’espressione «mancata realizzazione» si voglia intendere «nullità» conformemente alla prassi seguita dal Tribunale Federale nel caso di violazione delle prescrizioni di forma tra vivi, occorre far presente che la dottrina dominante critica fortemente tale «prassi di nullità» facendo riferimento all’articolo 11 capoverso 2 CO (Uni LU).
Sarebbe auspicabile che alla divergenza di opinioni sulle conseguenze di una violazione dell’articolo 11 CO tra il Tribunale federale (conseguenza della nullità) e la dottrina dominante (nullità) si ponesse fine con un’esplicita norma di legge (Inspektorat ZH).
La generale nullità degli atti pubblici non è sempre necessaria e sensata nei casi richiamati dalla disposizione, anzi al contrario, in quanto ciò comprometterebbe in modo eccessivo e inutile la certezza del diritto. Anche una «semplice» nullità di forma con la corrispondente possibilità di contestazione non sarebbe necessaria e utile in tutti i casi. La disposizione dovrebbe essere considerata nel contesto globale e armonizzata anche con le prescrizioni di validità e d’ordine del diritto cantonale (NPBS).
Catalogo dei motivi di nullità
Non è chiaro se nei numeri 1–3 siano veramente rappresentati tutti i casi che vanno considerati vizi di validità. Oggi, in base al diritto di molti Cantoni, il vizio di validità sussiste anche quando vengono violate le norme sulla competenza, l’incompatibilità e la ricusazione
– una valutazione coerente, che dovrebbe essere ripresa nel diritto federale (Uni LU). Non si realizza alcun atto pubblico neppure quando il notaio redige l’atto senza effettuare la rogazione (BE).
Occorre comunque ampliare, previa approfondita verifica, i casi in cui non si realizza alcun atto pubblico (JU).
Celebrazione «completa e corretta»
La questione finora posta riguardante la verifica dell’effettiva realizzazione dell’atto pubblico e della valida conclusione del negozio giuridico, era motivata dalla ripartizione della competenza legislativa tra Confederazione e Cantoni; con la codificazione di una normativa federale sugli atti pubblici, la giustificazione di una separazione tematica di questo tipo viene a cadere. D’ora in poi, si dovrà solo verificare se un negozio giuridico che richiede la forma dell’atto pubblico si sia validamente realizzato; è invece irrilevante la questione se il motivo di nullità consista nella violazione di disposizioni di diritto materiale o procedurale contenute nelle leggi federali. Quindi la disposizione va formulata in modo diverso:
«art. 55l Presupposti per la celebrazione di un atto pubblico formalmente valido
1 Nell’attestazione pubblica delle dichiarazioni di volontà, il negozio sarà valido solo se tutti i punti soggetti all’obbligo della forma vengono attestati in modo completo e corretto nell’atto stesso.
2 Nell’attestazione pubblica di procedure o fatti giuridici, tutti i punti rilevanti secondo la legge o le circostanze devono essere attestati in modo completo e corretto.»
Con il requisito dell’attestazione «veritiera e corretta» si vuole implicitamente evidenziare che la violazione di prescrizioni procedurali determinanti comporta la nullità del negozio (BS).
Rigetto
La normativa proposta è respinta (AI, AR, FR, GE, GL, NE, SO, TG, TI, UR, VD, VS; PPD, PLR; FSN, FNS, Uni BE, Uni GE, Unil).
Rigetto espresso inoltre da: BN, BNV, CP, IGS, NBS, NPBS, ONT, PLR VD, Vischer, WNV.
In questo caso non si tratta di mancata realizzazione, ma di assoluta nullità dell’atto pubblico per vizio di forma (Unil).