Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/52: Modifica dell'ordinanza 2007 sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) (Statuto di ballerina di cabaret) · 21 pagine
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sta revisione dell’OASA. Lo statuto ha dato buoni risultati. Temono un passaggio all’illegalità e condizioni di lavoro precarie per le interessate. Non capiscono come mai i cabaret e le ballerine debbano essere penalizzati a causa delle difficoltà d’esecuzione riscontrate dalle autorità. La domanda esiste e in caso di abolizione dello statuto verrebbe trasferita nei clubsauna e postriboli. Gli esercenti dei locali dipendono dallo statuto. Abolirlo sarebbe peraltro una discriminazione unilaterale nei confronti delle ballerine provenienti da Stati terzi (anche rispetto ad altri titolari del permesso L). Se tuttavia la prevista revisione sarà attuata, occorre prevedere un termine transitorio di almeno sei anni.
Gastro Graubünden è contraria all’abolizione dello statuto. Nel Cantone è vagliata periodicamente l’abolizione dei contingenti per ballerine di Stati terzi. L’ultima volta che il Governo si è pronunciato per il mantenimento dello statuto è stato nel 2006. Il Cantone non riscontra problemi di esecuzione nel settore dei cabaret. Gli Stati dell’UE non costituiscono
un’alternativa valida per il reclutamento delle ballerine, per cui il Cantone continua a essere tributario delle ballerine provenienti da Stati terzi. Lo statuto ha dato buoni risultati a livello cantonale e si può dare per acquisito che nel settore non vi sarà un aumento del numero di permessi.
La signora Georgeta Livia Chis, ballerina presso il cabaret Octopussy a Coira (GR), è contraria alla prevista revisione dell’OASA. Essendo cittadina rumena non è direttamente interessata dallo statuto, ma argomenta che per molte altre donne esso è importantissimo giacché consente loro di essere in regola. Il permesso per ballerine consente alle interessate di sostenere finanziariamente le famiglie rimaste in patria.
G.I.R. è contrario alla prevista revisione dell’OASA. Non è giustificato penalizzare l’intero settore dei cabaret a causa delle infrazioni commesse da singoli. L’organizzazione teme che la maggior parte dei cabaret e delle agenzie di collocamento debbano chiudere le porte. Teme altresì un aumento dell’immigrazione e dell’attività lucrativa illegali. Propone che le ballerine siano considerate lavoratrici qualificate e debbano dimostrare di aver seguito con successo nel loro Paese d’origine corsi di danza presso una scuola riconosciuta. In questo modo si lotterebbe contro la tratta di esseri umani.
ISI è contraria all’abolizione dello statuto. Teme un passaggio all’illegalità, un aumento della tratta di esseri umani e una diminuzione delle entrate per Confederazione, Cantoni e assicurazioni sociali. Lo spazio UE/AELS non offre possibilità di reclutamento sufficienti per coprire la domanda. Le possibili candidate provenienti da tale spazio hanno migliori possibilità di guadagno grazie alla prostituzione e non sono interessate a lavorare nei cabaret.
Se tuttavia la revisione fosse attuata, occorrerebbe un periodo di transizione di almeno sei anni.
Laurent-Perrier Suisse a Nyon (VD) è contraria alla prevista revisione dell’OASA. Le consegne a numerose aziende, tra cui diversi cabaret, è uno sbocco commerciale importante per la ditta. Qualora lo statuto di ballerina di cabaret fosse abolito, vi è da temere un forte calo dei locali notturni, con le conseguenze negative che ciò comporterebbe per l’attività commerciale della Laurent Perrier e per i suoi dipendenti. La prassi attuata finora ha peraltro dato buoni risultati.
Play Agency AG a Zurigo è contraria alla proposta abolizione dello statuto di ballerina di cabaret, che ha sempre dato buoni risultati. Una meta turistica sprovvista di offerte a sfondo erotico è impensabile e significherebbe la chiusura di numerose imprese e la perdita di molti posti lavoro. Se tuttavia la revisione fosse attuata, occorrerebbe un periodo transitorio di almeno sei anni.