Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/95: Legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte (LBRV) · 63 pagine

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potentati. Gli Stati interessati da una svolta, in primo luogo la Tunisia e l’Egitto, si sono rapidamente rivolti agli Stati con importanti piazze finanziarie, presumendo che i presidenti rovesciati Ben Ali e Mubarak vi abbiano dissimulato grandi quantità di fondi di Stato e altri valori patrimoniali e chiedendo a tali Stati di aiutarli nell’accertamento penale dei rimproveri mossi. All’inizio del 2011, il Consiglio federale ha reagito immediatamente alla svolta politica nel Nord Africa bloccando, in virtù delle competenze conferitegli dalla Costituzione federale, gli averi dei deposti presidenti Ben Ali e Mubarak, fondi che si trovavano in Svizzera. Altri Stati, in primis gli Stati membri dell’UE, hanno seguito pochi giorni dopo con blocchi di patrimoni. Due anni dopo l’inizio della trasformazione politica nel Nord Africa appare sempre più evidente che la questione del rimpatrio di averi rubati assumerà un ruolo chiave nella futura impostazione delle relazioni bilaterali dei Paesi europei con gli Stati del Nord Africa. Vi è anche sempre più la tendenza a ritenere che incomba alle piazze finanziarie, ovvero agli Stati interessati, trovare una soluzione per questi casi di rimpatrio. Una simile evoluzione può non soltanto diventare un peso per i rapporti bilaterali tra gli Stati di provenienza e gli Stati dove sono depositati gli averi, , bensì ripercuotersi pesantemente sul modo di lavorare indipendente delle autorità giudiziarie d’inchiesta. Il Consiglio federale constata inoltre che oggi Stati con piazze finanziarie rilevanti (p. es. la Gran Bretagna o gli Stati Uniti), ma anche numerosi e importanti fora della cooperazione internazionale (p. es. il G8 o l’UE), assegnano un ruolo sempre più preminente al rimpatrio di valori patrimoniali di provenienza illecita. Gli avvenimenti legati alla primavera araba hanno generato una dinamica percettibile in questo settore. È prevedibile che questa evoluzione si ripercuoterà anche sugli standard e sulle prassi internazionali nel rimpatrio di denaro rubato.

1.2 Il dispositivo svizzero contro gli averi dei potentati e il rimpatrio di tali averi

La Svizzera dispone di un dispositivo efficace, riconosciuto internazionalmente, per combattere la criminalità finanziaria transfrontaliera e ha un fondamentale interesse a che nessun valore patrimoniale di provenienza criminale giunga sulla sua piazza finanziaria. Nondimeno, anche il nostro Paese è interessato da casi in cui persone politicamente esposte vi investono valori patrimoniali di provenienza criminale.

Negli ultimi vent’anni, la politica svizzera in materia di lotta contro la criminalità di persone politicamente esposte è stata costantemente aggiornata, sviluppata e migliorata e oggi costituisce un sistema coerente, fondato sui due pilastri della prevenzione e della repressione, che si compone dei cinque elementi seguenti.

1. Prevenzione della corruzione

La lotta alla corruzione negli Stati con i quali la Svizzera collabora è una delle priorità della politica estera e di sviluppo del nostro Paese. Vengono per esempio adottate misure concrete nei programmi tesi a una corretta gestione politica. Tutti gli accordi di cooperazione contengono clausole anticorruzione.