Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 10 pagine
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pertanto, è giustificata l’esclusione degli effetti positivi di una riduzione dell’imposta sull’utile.
v) Reattività a livello internazionale delle basi dell’imposta sull’utile connesse
alla mobilità aziendale per quanto concerne l’imposizione dell’utile
L’ipotesi relativa al modo in cui reagiscono all’imposizione dell’utile le basi dell’imposta sull’utile connesse alla mobilità che non possono essere coperte dal licence box, e che quindi saranno tassate in via ordinaria, ha un ruolo fondamentale nella definizione delle misure verticali di compensazione. La relazione tra l’entità delle basi fiscali connotate da mobilità e l’onere fiscale ordinario è specificata mediante un modello con fasce di oscillazione. Alla base di tale approccio vi è il fatto che la competitività fiscale internazionale – misurata in base all’onere fiscale effettivo – è possibile in varie misure: partendo da un onere fiscale altamente competitivo a livello internazionale, la competitività fiscale internazionale diminuisce man mano che aumenta l’onere fiscale, fino al raggiungimento di un livello a partire dal quale una piazza imprenditoriale non è più competitiva sul piano internazionale. Se l’onere fiscale supera tale livello, si ipotizza che tutti gli utili conseguiti in un contesto di mobilità vengano trasferiti.
La forma più significativa di substrato dell’imposta sull’utile connotato da mobilità a livello internazionale non coperta dal licence box sono i redditi derivanti dal commercio internazionale all’ingrosso. Attualmente, per tali redditi, l’onere fiscale competitivo sul piano internazionale si attesta al 10-12 per cento circa. Poiché la Svizzera – e in particolare i Cantoni più direttamente interessati dalla soppressione degli statuti fiscali cantonali – dispone di importanti fattori non fiscali riguardanti la piazza imprenditoriale che la rendono competitiva a livello internazionale (lavoratori qualificati, infrastruttura, cluster ecc.), il benchmark per la competitività fiscale internazionale, per lo meno nei centri, potrebbe essere relativamente elevato nel confronto internazionale. Il limite inferiore della fascia di oscillazione – ovvero l’imposizione dell’utile pienamente competitiva sul piano internazionale – è pertanto fissato al 12 per cento. Il limite superiore della fascia di oscillazione è definito al 20 per cento.
Si presuppone che, con l’aumentare dell’aliquota d’imposta, la reattività delle basi dell’imposta sull’utile connotate da mobilità aumentino sempre di più all’interno di tale fascia di oscillazione; di conseguenza, l’entità di tali basi evolve in funzione dell’imposizione ordinaria dell’utile, come illustrato nella Figura 1.
Figura 1: Entità delle basi dell’imposta sull’utile connotate da mobilità aziendale in funzione dell’imposizione ordinaria dell’utile
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Imposizione fiscale3