Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 10 pagine

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Se si considerano gli utili connessi alla mobilità e realizzati in Svizzera nello status quo (con un onere fiscale pari a circa il 10 %), il trasferimento si verifica a partire dalla soglia del 12 per cento. Al margine inferiore della fascia di oscillazione, il vantaggio derivante dai fattori non fiscali della piazza imprenditoriale è ampiamente in grado di compensare l’aumento dell’onere fiscale; ciò dissuade dal trasferire la maggior parte del substrato dell’imposta sull’utile. Con l’aumentare dell’aliquota d’imposta, tuttavia, lo svantaggio derivante dall’aumento dell’onere fiscale acquisisce un maggior peso e determina un’accelerazione dei trasferimenti. L’andamento della curva è tale che, a metà dell’intervallo, l’entità delle basi fiscali connesse alla mobilità corrisponde ancora alla metà dello status quo. In presenza di un’aliquota dell’imposta sull’utile del 20 per cento, il Cantone non rappresenta più una piazza competitiva per le imprese caratterizzate da mobilità a livello internazionale.

2 Determinazione dell’entità della compensazione verticale

2.1 Mantenimento della competitività fiscale internazionale

Con la Riforma III dell’imposizione delle imprese, un Cantone deve decidere se ridurre l’imposizione ordinaria dell’utile al fine di mantenere la competitività internazionale. Si presuppone che ogni Cantone decida nell’ottica del massimo rendimento finanziario. Il punto di partenza per il calcolo dell’entità della compensazione verticale è pertanto l’aliquota ordinaria dell’imposta sull’utile che massimizza le entrate in relazione agli utili conseguiti in un contesto di mobilità aziendale. Ciò è illustrato nella Figura 2 (ipotizzando che l’entità delle basi fiscali connesse alla mobilità, conformemente alla rappresentazione nella Figura 1, sia ripartita sulla fascia di oscillazione delle aliquote fiscali competitive a livello internazionale). Partendo da un onere dell’imposta sull’utile del 10 per cento nello status quo, inizialmente il gettito aumenta all’aumentare dell’onere fiscale a causa dell’effetto di sfruttamento: l’aumento delle aliquote fiscali genera maggiori entrate per quanto concerne i restanti utili connessi alla mobilità e assoggettati a imposizione ordinaria. Poiché si ipotizza che un aumento dell’onere fiscale fino al 12 per cento non dia luogo ai trasferimenti, l’effetto dispiega la sua piena efficacia. A partire da un onere del 12 per cento, la competitività fiscale inizia a ridursi e si verifica il fenomeno del trasferimento. Tuttavia, in un primo momento, le maggiori entrate a causa dell’effetto di sfruttamento prevalgono sulle minori entrate risultanti dal trasferimento. Soltanto a partire da un onere fiscale del 13 per cento inizia a predominare l’effetto di trasferimento e le entrate si riducono con l’aumentare dell’onere fiscale. In base alla fascia di oscillazione relativa alla competitività fiscale internazionale e alla reattività delle basi dell’imposta sull’utile connesse alla mobilità, un Cantone che decide di rimanere competitivo a livello internazionale nel caso ottimale riduce la sua aliquota dell’imposta sull’utile in modo tale che l’imposizione effettiva complessiva dell’utile (comprensiva dell’imposta federale diretta) si attesti a circa il 13 per cento.