Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 139 pagine
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Fonte: KPMG
La Tabella 1 mostra che, per quanto concerne l’imposizione statutaria dell’utile, nel complesso la Svizzera occupa una posizione ottimale. Le aliquote statutarie sono però poco significative nel confronto fiscale internazionale e sono rilevanti unicamente nelle relazioni transfrontaliere. Per le imprese sono estremamente importanti, in particolare, le aliquote d’imposta effettive, che tengono conto non solo dell’aliquota statutaria, ma anche della determinazione della base di calcolo dell’imposta sull’utile e dell’onere causato da imposte accessorie (ad es. imposta sul capitale, tassa d’emissione). L’imposizione media effettiva è determinante per i gruppi che devono decidere dove insediare una società o uno stabilimento d’impresa.
Tabella 2: Imposizione media effettiva applicata alle imprese tassate in via ordinaria (in %) nei capoluoghi cantonali o nella capitale economica di un Paese nell’anno 2013:
Piazza econ. Aliquota Piazza econ. Aliquota Piazza econ. Aliquota
Hong Kong 9,9 % SG 14,4 % Copenhagen 22,1 % AR 10,0 % Lubiana 15,1 % Vienna 22,4 % NW 10,1 % Singapore 15,6 % Pechino 23,3 % LU 10,2 % Praga 16,2 % Londra 23,8 % OW 10,8 % Varsavia 17,0 % Milano 24,6 % SZ 11,3 % BE 17,2 % Bruxelles 24,7 % UR 11,9 % ZH 17,5 % Lussemburgo 24,8 % ZG 12,2 % Budapest 18,9 % Oslo 25,7 % GL 13,0 % Stoccolma 18,9 % Monaco 29,3 % GR 13,1 % BS 19,6 % Madrid 31,2 % TG 13,2 % Bratislava 19,7 % Parigi 32,5 % SH 13,5 % Amsterdam 20,9 % New York 41,1 % Dublino 14,1 % Helsinki 21,7 %
Fonte: ZEW / BAKBASEL
Anche per quanto concerne l’imposizione effettiva, alcuni Cantoni occupano una posizione di primo piano nel confronto internazionale (cfr. Tabella 2). Oltre all’imposizione ordinaria, in questo contesto rivestono un ruolo fondamentale anche l’uso mirato di diversi sistemi fiscali da parte di imprese che operano su scala mondiale nonché norme speciali per i redditi conseguiti in un contesto di mobilità aziendale.
Nel primo caso, grazie alla pianificazione fiscale, si cerca di impostare le attività del gruppo affinché risulti un’esenzione internazionale, ad esempio, nel caso in cui le società del gruppo versino canoni a un’impresa associata che non soggiace ad alcuna imposizione. A sua volta l’impresa associata distribuisce questi redditi derivanti da licenze come dividendi alla società madre; i redditi da dividendi in seno alla società madre non vengono tassati.