Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 139 pagine
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si ha una ripartizione simmetrica quando Confederazione e Cantoni (e i loro Comuni) sostengono ciascuno oneri pari a 1,1 miliardi. Con una compensazione verticale della Confederazione dell’ordine di 0,65 miliardi, l’onere di quest’ultima passa da 0,5 a 1,1 miliardi, mentre quello di Cantoni e Comuni si riduce da 1,8 a 1,1 miliardi.
La somma di 0,65 miliardi è stata determinata sulla base dei dati degli anni 2008– 2010. Se si considera la crescita attesa del gettito dell’imposta federale diretta nel 2019 (presumibilmente l’anno di attuazione della LRI imprese III nei Cantoni) risulta un importo di circa 1 miliardo di franchi.
Equilibrio del pacchetto globale di misure di politica fiscale
La determinazione del volume globale delle misure verticali di compensazione è incentrata sulle ripercussioni finanziarie delle riduzioni dell’imposta sull’utile nei Cantoni in aggiunta al modello «licence box». Per garantire la simmetria dei sacrifici tra i livelli statali occorre tuttavia prendere in considerazione anche le ripercussioni finanziarie degli altri elementi di politica fiscale proposti dalla riforma. Al riguardo sono di particolare rilievo l’introduzione di un’imposta sull’utile con deduzione degli interessi sul capitale proprio superiore alla media, l’introduzione di un’imposta sugli utili da capitale applicabile ai titoli, gli adeguamenti in ambito di deduzione per partecipazioni e di procedura d’imposizione parziale nonché l’abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio.
Nella misura in cui sia possibile quantificare questi elementi della riforma, le minori entrate nette a livello di Confederazione si situano tra i 5400 e i 5450 milioni di franchi. Nei Cantoni e nei Comuni le ripercussioni finanziarie variano tra -20 e +40 milioni di franchi. In proposito si tiene conto del fatto che i Cantoni partecipano all’imposta federale diretta con una quota del 17 per cento. Rispetto allo status quo questi elementi della LRI imprese III gravano quindi maggiormente sulla Confederazione di circa 500 milioni in più rispetto ai Cantoni e ai Comuni.
Il motivo principale dell’onere più esiguo a livello cantonale risiede nell’introduzione dell’imposta sugli utili da capitale su titoli, che comporta maggiori entrate stimate per i Cantoni di ben 800 milioni e di circa 300 milioni per la Confederazione. Inoltre, l’abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio determina minori entrate soltanto per la Confederazione (200 mio.). Viceversa, le perdite di entrate dall’imposta sull’utile con deduzione degli interessi sono più consistenti a livello cantonale che a livello federale (approssimativamente 350 mio. e 250 mio. fr.). I dettagli in merito alle ripercussioni finanziarie figurano al numero 3.2.
Nell’ambito di questo confronto occorre tuttavia considerare che nel caso dell’imposta sull’utile con deduzione degli interessi, lo status quo e le ripercussioni finanziarie non rappresentano il valore di riferimento più adatto. Infatti, in caso di rinuncia a questo elemento della riforma bisogna presumere che le attività di finanziamento di imprese operanti a livello internazionale vengano dislocate all’estero, poiché per queste attività ad alta mobilità non sarebbe più possibile offrire un’imposizione competitiva sul piano internazionale. Il gettito fiscale di circa 400 milioni generato nello status quo verrebbe quindi a mancare. Dato che le attività di finanziamento riguardano principalmente lo statuto fiscale cantonale delle società holding, queste minori entrate risulterebbero prevalentemente a livello federale. Se confrontati con questo scenario di riferimento, per i diversi livelli statali gli oneri netti del pacchetto globale in esame sarebbero quindi pressoché equivalenti.