Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 139 pagine
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portata necessaria della compensazione verticale, possono essere dedotte con l’ausilio di un modello. Una descrizione dettagliata di questo modello figura nell’allegato 2.
Sulla scorta dei calcoli di questo modello si presuppone che i Cantoni riducano l’imposizione effettiva dell’utile (compresa l’IFD) dall’attuale media del 22 per cento circa a una quota compresa tra il 13 e il 20 per cento, da cui risulta un valore medio ponderato del 16 per cento circa. In questi calcoli si tiene anche conto del fatto che circa un terzo degli utili delle società con uno statuto fiscale cantonale continuerà a essere tassato in maniera privilegiata a seguito dell’introduzione del modello «licence box». Si considera inoltre che in alcuni Cantoni le riduzioni dell’imposta intraprese allo scopo di rimanere competitivi a livello internazionale, nella concorrenza fiscale nazionale aumentano la pressione sulle aliquote dell’imposta sull’utile negli altri Cantoni.
La soppressione degli statuti fiscali cantonali, le nuove norme di diritto fiscale introdotte nonché le riduzioni dell’imposta sull’utile a livello cantonale dovrebbero esplicare due effetti dinamici contrapposti per quanto concerne il substrato dell’imposta sull’utile. Da un lato, come illustrato in precedenza, bisogna attendersi che alcuni redditi connessi alla mobilità aziendale siano trasferiti all’estero, in particolare dai Cantoni con imposte elevate che non riducono l’imposizione dell’utile in maniera significativa. D’altro lato, le nuove norme e le riduzioni dell’imposta sull’utile determinano ripercussioni positive sotto forma di insediamenti o di impulsi alla crescita nell’ambito del substrato attualmente tassato in via ordinaria. Occorre partire dal presupposto che, come già menzionato, Confederazione e Cantoni beneficiano pressoché in ugual misura di questi effetti positivi. Per questo motivo, nell’ottica della ripartizione degli oneri della LRI imprese III tra Confederazione e Cantoni, tali effetti possono essere trascurati. Per quanto concerne le ripercussioni finanziarie della riforma per la Confederazione (cfr. n. 3.2), si presume per contro una situazione di equilibrio tra le minori entrate a seguito di delocalizzazioni e le maggiori entrate dovute agli effetti dinamici positivi.
Sulla base dei dati attualmente disponibili (media 2008–2010), lo scenario delineato comporta minori entrate per il bilancio pubblico di circa 2,2 miliardi di franchi (Confederazione: 0,5 mia., Cantoni e Comuni: 1,8 mia.). In caso di trasferimento di imponibile connesso alla mobilità aziendale da un Cantone, vengono considerate dapprima le suddette ripercussioni (negative) indotte sulle altre entrate fiscali e, secondariamente, un parziale trasferimento all’interno della Svizzera di redditi conseguiti in un contesto di mobilità (nei Cantoni che riducono le loro imposte a un livello competitivo sul piano internazionale). Infine, si presuppone un effetto di trascinamento nell’ambito dell’introduzione del «licence box», ovvero che una determinata quota dei redditi attualmente tassati in via ordinaria d’ora in poi sarà tassata in maniera privilegiata (ca. 5 %).
Se si escludono gli effetti dinamici positivi (dato che secondo le stime si ripercuotono simmetricamente su Confederazione e Cantoni), a livello di Confederazione risultano minori entrate poiché, nonostante le misure fiscali, bisogna attendersi il trasferimento all’estero di una parte dei redditi legati alla mobilità aziendale.
Come spiegato in precedenza, la determinazione della portata delle misure verticali di compensazione si basa sul principio della simmetria dei sacrifici tra Confederazione e Cantoni. Affinché risultino gli stessi oneri per entrambi i livelli statali, sono necessari versamenti di compensazione ai Cantoni da parte della Confederazione di circa 0,65 miliardi di franchi. Partendo da minori entrate complessive di 2,2 miliardi,