Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/17: Revisione totale della legge sul trasporto di merci; strategia globale volta a incentivare il traffico merci ferroviario sull'intero territorio nazionale · 110 pagine

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Le prossime grandi fasi di ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria svizzera sono trattate nell’ambito del progetto per il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria33 (FAIF). Per ogni fase di ampliamento l’UFT prevede di ripartire le capacità fra il trasporto di viaggiatori e di merci sotto forma di cosiddetti orari sistematici. All’interno dell’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria svizzera prevista dal FAIF sono pianificati e finanziati anche specifici impianti per il traffico merci che riguardano stazioni di smistamento, stazioni team e impianti di carico e di scarico. Lo sviluppo degli impianti esistenti nell’infrastruttura ferroviaria è pertanto fondamentalmente assicurato.

Attualmente, le capacità delle tracce per la produzione del traffico merci ferroviario sull’intero territorio nazionale sono spesso scarse. Al contempo esiste il pericolo che nuove offerte del traffico viaggiatori mettano in discussione l’utilizzazione delle tracce da parte del traffico merci su rotaia (soprattutto a seguito dell’ordine di priorità fissato dalla Lferr)34 e che la Confederazione pianifichi l’ampliamento puntando principalmente su progetti volti a migliorare l’offerta del trasporto di viaggiatori35.

Il traffico merci ferroviario dispone già di un orario sistematico che, tenendo conto delle esigenze di base, prenota tracce per questo tipo di trasporto. Ciò avviene soprattutto per gli assi di transito, ma anche per il traffico merci sull’intero territorio nazionale. Tuttavia, a causa dell’ordine di priorità vigente, le tracce prenotate non sono garantite definitivamente in previsione dell’elaborazione dell’orario.

Gli attori del settore dei trasporti e della logistica hanno una percezione delle capacità infrastrutturali in parte diversa, poiché non sono coinvolti nel processo di pianificazione e di attribuzione delle tracce. Tra i gestori dell’infrastruttura (GI) e le imprese di trasporto ferroviario (ITF) esiste una comunicazione riguardo alle tracce disponibili. Le ITF non sono in grado di soddisfare tutte le esigenze dei loro clienti in materia di tempi di carico e scarico dei trasporti richiesti. Tuttavia, in genere, ciò dipende da diverse ragioni. Le tracce disponibili per il traffico merci costituiscono solo un elemento della problematica fra diversi altri.

Le variazioni della domanda nel traffico merci rendono il compito della pianificazione delle tracce in questo settore più difficile che nel trasporto di viaggiatori. Quando cala la domanda, al traffico merci ferroviario non serve una parte delle tracce che gli sono state riservate. Al contrario, in tempi di prosperità economica e di crescita della domanda di prestazioni, le tracce per trasporto di merci sono sempre scarse nelle ore di punta. Oltre tutto, gli operatori del traffico merci, diversamente da quelli del traffico viaggiatori, non sono in grado di impegnarsi per ordinazioni di capacità a lungo termine. Per esperienza, sappiamo che attualmente il loro orizzonte di pianificazione si limita al breve termine. Gli operatori del settore merci hanno quindi l’impressione che i responsabili della pianificazione delle tracce non si tengano conto delle loro esigenze. Per contro, questi ultimi non trovano tra gli operatori del settore alcun interlocutore che possa rappresentare le esigenze generali del traffico merci al momento della pianificazione. Tenendo conto di questa situazione

33 FF 2012 1283

34 Art. 9a Lferr, RS 742.101

35 Vedi anche i risultati del pacchetto di ricerche SVI «Strategien zum wesensgerechten Einsatz der Verkehrsmittel im Güterverkehr der Schweiz», Teilprojekt F: Einschätzungen der Infrastrukturnutzer zur Weiterentwicklung des Regulativs, Schlussbericht (Strategie in vista di un’utilizzazione razionale dei mezzi di trasporto nel traffico merci in Svizzera, Sotto-progetto F: Valutazioni degli utenti dell’infrastruttura sull’evoluzione della normativa, Rapporto conclusivo), Berna 2012.