Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 58Fedlex · Rapporto sui risultati

Partiti politici e sezioni di partito

A favore della parificazione degli indipendenti si esprime il pvl, il quale avverte tuttavia, riguardo alla previdenza professionale, che occorre evitare una discriminazione degli indipendenti a livello di deduzioni fiscali e consentire anche a loro di costituirsi un’adeguata previdenza. L’abolizione della scalarità decrescente e l’armonizzazione del tasso di contribuzione sono accolte favorevolmente anche dal PSdL. Il PS appoggia la parificazione del tasso di contribuzione per gli indipendenti al tasso dell’8,4 per cento già previsto per i lavoratori dipendenti e la limitazione introdotta per la deducibilità fiscale dei contributi agli istituti di previdenza, ma per riguardo agli indipendenti che conseguono redditi modesti auspica una riforma piuttosto che un’abolizione. PS 60+ approva in generale i correttivi proposti per eliminare le disparità di trattamento.

Il PLR si dichiara contrario alle misure di parificazione, che diminuirebbero le attrattive dell’attività indipendente e indebolirebbero l’imprenditoria, con ripercussioni negative a lungo termine sul finanziamento della socialità. L’UDC non appoggia la riforma, poiché la considera inutile.

Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

L’UCS considera essenzialmente giusto che lavoratori indipendenti e dipendenti paghino gli stessi contributi, ma palesa qualche preoccupazione riguardo all’abolizione della tavola scalare, poiché teme che tale misura possa ostacolare le attività economiche delle piccole e medie imprese.

Associazioni mantello dell’economia

SIC Svizzera approva tutte le misure proposte per la parificazione degli indipendenti in materia di contributi AVS. Travail.Suisse condivide questa posizione. Secondo transfair, in un pacchetto che chiede sacrifici a tutti, non possono più essere mantenuti neanche i privilegi di cui godono gli indipendenti. L’USS è d’accordo con il tasso unico dell’8,4 per cento e con la proposta di limitare ai soli contributi correnti la deducibilità dei versamenti fatti dagli indipendenti agli istituti di previdenza, ma si dichiara in disaccordo con l’abolizione della tavola scalare. Unia, ARPIP e suisseculture si uniscono a questa posizione, sostenuta anche da SSP/VPOD.

Per il momento, USI/economiesuisse chiedono che si rinunci alle misure proposte, ma è disposta a discutere la parificazione dei contributi per gli indipendenti e l’abolizione della tavola scalare nell’ambito di un progetto separato che preveda misure da introdurre dal 2020 in poi. Quanto alla limitazione della deducibilità dei riscatti di cassa pensione per gli indipendenti, esprime un consenso di principio sul contenuto ma è del parere che a livello di applicazione la proposta debba essere presentata nell’ambito di una revisione tecnica separata.

USC, USDCR e USAM respingono, per ragioni di politica economica e sociale, tutte le proposte che toccano la parificazione degli indipendenti. Su questi argomenti il parere dell’USAM viene espressamente condiviso da altre organizzazioni di categoria

(coiffuresuisse, Fromarte, interieursuisse, PCS, FSL, scarpasvizzera, UPSC, VTS,

ASSC), ma queste organizzazioni si esprimono di regola soltanto contro l’abolizione della scalarità decrescente e la parificazione del tasso di contribuzione degli indipendenti all’8,4 per cento, mentre non si pronunciano sulla deducibilità dei versamenti agli istituti di previdenza. Le varie organizzazioni fanno ripetutamente presente che la base di calcolo per la determinazione dei contributi degli indipendenti è più ampia rispetto a quella utilizzata per i dipendenti. In questo senso si esprimono anche GastroSuisse e Suissetec. USF respinge in maniera generale le misure riguardanti la parificazione dei contributi e la stessa posizione è assunta dalla SVM.