Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 57Fedlex · Rapporto sui risultati
riduzione dell’entità della rendita per vedove, ma per le vedove con figli adulti rivendica un disciplinamento diverso. suisseculture (che aderisce al parere inoltrato dall’USS) disapprova la soppressione della rendita vedovile per le donne con figli ormai adulti.
Secondo il Movimento Papageno, tra vedove e vedovi deve essere garantita l’assoluta parità. La riforma delle rendite per superstiti segue la giusta direzione, ma non è abbastanza radicale. Il movimento considera inammissibile che si accordi ancora una rendita vedovile alle vedove senza più figli a carico e che conseguono stipendi elevati. Inoltre, occorre eliminare le discriminazioni tra donne e uomini divorziati: le rendite per donne divorziate non hanno ragion d’essere poiché queste ultime beneficiano già dello splitting e della ripartizione della prestazione di libero passaggio.
hotelleriesuisse (d’accordo con USI/economiesuisse) vorrebbe che questo tema fosse affrontato in un progetto successivo. Alla luce dell’aumentato tasso di attività delle donne, FER comprende gli adeguamenti proposti nell’AVS ma vorrebbe che la questione, suscettibile di mettere a repentaglio la riforma, fosse trattata in un progetto separato.
Unia considera inaccettabile la riduzione delle prestazioni per le vedove, poiché ritiene sconcertante che si invochi la parità tra i sessi mentre vi sono ancora incontestabili discriminazioni a livello di salari. Anche Justitia et Pax è contraria alla misura, poiché la soppressione generalizzata delle rendite vedovili per le persone senza compiti educativi non è eticamente sostenibile.
4.8 Misure di parificazione in materia di contributi AVS
Riguardo alla parificazione in materia di contributi, l’avamprogetto contempla tre importanti misure, vale a dire:
A. la soppressione della tavola scalare decrescente per i contributi versati dagli
indipendenti;
B. l’armonizzazione del tasso di contribuzione applicabile agli indipendenti all’8,4 per
cento, e
C. la limitazione della deducibilità dal reddito soggetto all’AVS ai soli contributi correnti
versati agli istituti di previdenza (i riscatti non saranno più deducibili).
Le varie categorie di interpellati esprimono posizioni molto varie riguardo alle misure proposte: i Cantoni si dichiarano perlopiù favorevoli, mentre tra i partiti i giudizi favorevoli e i contrari sono quasi a pari merito. Gli ambienti padronali si oppongono, mentre le organizzazioni di lavoratori esprimono un giudizio sostanzialmente favorevole. Tra gli altri partecipanti alla consultazione prevalgono le voci positive. Numerosi interpellati si astengono dal pronunciarsi su questo tema.
Cantoni
Su questo punto si pronunciano 15 Cantoni. Una netta maggioranza approva in maniera generale le misure di parificazione in materia di contributi (BS, FR, GR, JU, LU, NE, OW, SO, SZ, TG, TI, ZG) e i Cantoni totalmente o parzialmente contrari sono solo tre (GE, VS e VD). GE teme che la soppressione della scalarità possa portare a una rinuncia ad attività indipendenti poco redditizie e a un aumento dell’onere per altre assicurazioni sociali, mentre VS chiede che si rinunci ad aggiungere ulteriori carichi sulle spalle degli indipendenti, già gravati nel 2013 dagli oneri supplementari derivanti dal nuovo regime applicabile agli assegni famigliari per gli indipendenti. VD si schiera a sfavore della limitazione delle deduzioni dal reddito soggetto ai contributi AVS per gli indipendenti, poiché ritiene auspicabile che questi ultimi possano costituirsi una previdenza professionale adeguata.