Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
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ma considera indispensabile garantire un sostegno finanziario alle vedove con figli di età compresa tra i 18 e i 25 anni.
Associazioni mantello delle Città e dei Comuni
Per l’UCS, gli adeguamenti previsti per le prestazioni accordate alle vedove sono oggettivamente giustificati e orientati al futuro, ma una riduzione delle rendite sarebbe problematica dal punto di vista della politica sociale e non è detto che possa raccogliere la maggioranza. Un regime transitorio generoso potrebbe facilitare l’accettazione della misura. Le altre associazioni mantello di città e Comuni non si pronunciano.
Associazioni mantello dell’economia
L’USAM approva espressamente gli adeguamenti proposti, poiché ritiene che le potenzialità di risparmio in questione debbano essere imperativamente sfruttate, date gli enormi deficit di finanziamento. Considera accettabile che le donne, dopo il decesso del marito, intraprendano un’attività lucrativa; eventualmente si potrebbe introdurre un sistema di compensazione in funzione del bisogno per i casi di rigore. Respinge invece il regime transitorio proposto che considera eccessivamente complicato. L’USC è favorevole alle misure, poiché esse tengono conto dell’evoluzione della società. Benché possa dare adito a casi di rigore, la soluzione proposta è orientata al futuro e, combinata con un regime transitorio generoso, anche sostenibile.
L’USS ritiene giusto che in futuro le prestazioni per superstiti vengano maggiormente collegati ai compiti educativi. In tal senso considera opportuna la soppressione del diritto alla rendita (unita alle misure transitorie proposte) per le vedove che non hanno mai avuto figli. Per attenuare i casi di rigore, per queste vedove dovrà essere previsto il diritto alle PC. L’USS è invece contraria alla soppressione del diritto alla rendita per le vedove con figli che non hanno più diritto alla rendita per orfani. A seconda del momento del decesso del coniuge, la proposta condurrebbe inoltre a situazioni scioccanti. USI/economiesuisse (e l’ASB, che sottoscrive questa posizione) respingono nella situazione attuale gli adeguamenti proposti per la rendita di vedova, che a suo giudizio costituiscono una misura di risparmio nell’AVS scelta arbitrariamente. In caso di bisogno, le potenzialità di risparmio di tutte le possibili misure nell’ambito dell’AVS dovranno essere esaminate approfonditamente dal 2020 in poi, nell’ambito di un pacchetto successivo. Per le vedove che hanno cresciuto dei figli dovrebbe essere fissata un’età limite, oltre la quale bisognerebbe comunque versare ancora una rendita vedovile. Per Travail.Suisse, taluni adeguamenti all’evoluzione della società potrebbero essere discussi nel contesto di un pacchetto globale (che introduca miglioramenti in altri ambiti). L’organizzazione considera funzionale in particolare la più accentuata impostazione in base alla cura dei figli con riduzione della rendita vedovile e aumento della rendita per orfani. Non condivide invece l’equiparazione delle donne che al subentrare della condizione di vedovanza hanno figli già adulti alle vedove senza figli. Questa misura non terrebbe conto del fatto che i compiti educativi compromettono la carriera lavorativa e quindi la situazione professionale al momento della vedovanza non è paragonabile a quella di una donna che si è potuta consacrare interamente alla carriera. Alla fine del periodo transitorio, con il disciplinamento proposto arbitrarietà e casi di rigore sono già iscritti nella logica delle cose. Travail.Suisse rivendica pertanto una migliore protezione (p. es. una rendita temporanea per almeno 5 anni a partire dal decesso del coniuge) per le madri vedove i cui figli sono già adulti al subentrare della vedovanza, ma anche per i padri che abbiano svolto compiti educativi. SIC Svizzera acconsente alla graduale soppressione del diritto alla rendita per le vedove che non hanno mai avuto figli e alla riduzione della rendita vedovile con contemporaneo aumento della rendita per orfani, ma auspica un regime speciale per le vedove «con compiti educativi trascorsi». Ritiene che valga la pena di esaminare il versamento di una rendita vedovile temporanea e misure di reinserimento professionale, ad esempio contributi per la riqualifica professionale.