Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine

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Cantoni

Sul meccanismo d’intervento si pronuncia poco più della metà dei Cantoni. 8 Cantoni (SZ, FR, GR, AI, JU, SO, BS, VS) si dichiarano favorevoli al meccanismo proposto, alcuni si di chiarano d’accordo sul principio di un meccanismo d’intervento (LU, NW, TI). GL e SH aderiscono al parere della CDF, che approva la proposta sul principio ma evidenzia il possibile impatto negativo sull’evoluzione dei costi delle PC. BE approva gli sforzi compiuti per garantire la liquidità in tempi difficili, ma considera inadeguata la rinuncia all’adeguamento delle rendite. VD è in linea di principio d’accordo con il meccanismo proposto, purché le regole d’intervento si fondino su decisioni democratiche. Pur accettando l’idea di un lieve aumento dei contributi nel caso in cui il processo di stabilizzazione durasse oltre un certo limite di tempo (p. es. 18 mesi), rifiuta però categoricamente la limitazione relativa all’adeguamento delle rendite. NE e GE respingono questa misura sottolineando il riversamento degli oneri sui Cantoni risultante dalla sospensione dell’indicizzazione delle rendite. Per NE, tale misura provoca una riduzione della rendita in termini reali e contraddice gli obiettivi della riforma. GE sostiene invece, pur ritenendo difendibile il meccanismo, che questo debba essere trattato separatamente, poiché rischia di causare il naufragio dell’intero progetto di riforma.

Partiti politici e sezioni di partito

Tra i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, alcuni reagiscono positivamente all’introduzione di un meccanismo d’intervento, quantunque non esprimano un’adesione incondizionata al meccanismo proposto. Il PBD considera che un meccanismo di freno all’indebitamento soddisfi un’importante esigenza e chiede un modello che stabilisca automaticamente il momento del necessario intervento ma che dia al tempo stesso al Consiglio federale e al Parlamento l’incarico e la possibilità di intervenire. Per il PPD, è importante che un meccanismo del genere sia atto a garantire la simmetria del sacrificio. Un freno all’indebitamento a doppia soglia, analogo a quello già introdotto nell’ambito dell’undicesima revisione dell’AVS, rappresenta una possibilità. Un meccanismo di stabilizzazione progressivo dovrebbe obbligare Governo e Parlamento a intervenire in caso di raggiungimento di determinati valori. Il pvl approva il meccanismo d’intervento proposto, che considera equo e ponderato. Del resto, non si tratta di un meccanismo costrittivo, poiché gli organi politici possono adottare in qualsiasi momento altre misure efficaci. Per evitare una riduzione delle rendite, potrebbero valutare, come misura alternativa, un aumento dell’età di riferimento. Il PEV approva il meccanismo proposto; considera determinante che le misure automatiche previste rispettino la simmetria del sacrificio e ritiene che la soluzione proposta dal Consiglio federale soddisfi questa condizione.

PLR, UDC, PSS, PES e PSdL disapprovano la proposta. PLR e UDC, pur essendo favorevoli di principio a un meccanismo di stabilizzazione, preferiscono altri tipi di meccanismo. Il PLR è contrario a un aumento dei costi accessori dei salari e come freno all’indebitamento propone un graduale innalzamento, di 24 mesi al massimo, dell’età di pensionamento, obbligatoriamente abbinato a un aumento dell’IVA non superiore allo 0,4 per cento. Inoltre, ritiene che l’introduzione di un freno all’indebitamento nell’AVS sia un’esigenza prioritaria (da porre in vigore già nel 2018). L’UDC antepone ad ogni altra soluzione, come freno all’indebitamento, un moderato e graduale innalzamento dell’età di riferimento (a 65 anni e oltre); rifiuta invece qualsiasi automatismo, poiché tale strumento impedisce a priori una discussione adeguata sul finanziamento e sulle opportune riforme strutturali. PSS e PES respingono categoricamente la messa in discussione dell’indice misto e la sospensione dell’adeguamento delle rendite, anche perché sono contrari a una burocratizzazione delle decisioni politiche (PSS) e perché il freno proposto contrasta con il proposito di salvaguardare il livello delle rendite, perseguito dal Consiglio federale (PES). Il PSdL è contrario a qualsiasi tipo di meccanismo automatico, in quanto privo di legittimità democratica.