Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 77Fedlex · Rapporto sui risultati

FR sostiene che senza la partecipazione della Confederazione il budget dell’AVS sarebbe eccessivamente gravato. Per OW è giusto che le fonti di finanziamento dell’AVS vengano presentate in modo trasparente. Occorrerebbe inoltre domandarsi ancora una volta se l’annunciata decisione di sgravare le casse della Confederazione di 700 milioni di franchi sia davvero politicamente intelligente. VD pensa che con il proposto disimpegno la Confederazione potrebbe perdere interesse a un’evoluzione moderata delle uscite dell’AVS e considera inammissibile che la Confederazione voglia già liberarsi da un impegno finanziario assunto appena nel 2008 nell’ambito della Nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti (NPC). VS si oppone alla drastica riduzione del contributo della Confederazione alle uscite annue dell’AVS e propone di inserire la ridefinizione di tale partecipazione nell’ambito della revisione della NPC. Anche NE e GE deplorano che la Confederazione voglia sottrarsi alle proprie responsabilità finanziarie.

Partiti politici e sezioni di partito

Tra i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, si esprimono su questo punto PLR, UDC, PEV, PES e PSS. Per il PLR la separazione è auspicabile, ma la soluzione parziale prevista è troppo timorosa. Al momento attuale, la proposta non avrebbe senso né dal punto di vista della politica fiscale né dal punto di vista attuariale. L’UDC chiede che la Confederazione non si ritragga dal finanziamento dell’AVS e che il percento IVA riscosso dal 1° gennaio 1999 a favore dell’AVS venga finalmente destinato per intero a tale assicurazione. Il PEV approva la proposta del Consiglio federale di dimezzare il contributo della Confederazione legato all’evoluzione delle uscite dell’AVS. La scelta del parametro al quale legare l’altra metà del contributo dipenderà in definitiva dalle fonti di finanziamento alle quali si vorrà far capo, che per il PEV dovrebbero essere l’IVA e le imposte sulle successioni. PES e PSS sono semplicemente contrari alla misura. Paventano un’aumentata pressione sulle prestazioni e la destabilizzazione finanziaria dell’AVS. Anche il PSdL rifiuta nel modo più assoluto una riduzione della partecipazione della Confederazione ai costi dell’AVS. Tra i raggruppamenti partitici, si pronunciano MGPPD, Giovani liberali radicali svizzeri, GUDC, PSG 60+, PSS-D, PS 60+ e UDC Anziani BE, tutti in senso negativo. Nessuno di essi è favorevole a misure di risparmio in questo ambito.

Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

L’UCS teme un aumento dei costi a carico di Cantoni e Comuni.

Associazioni mantello dell’economia

Tutte le associazioni economiche interpellate sono contrarie alla proposta. Per l’USAM, il buco nelle casse dell’AVS si estenderebbe ulteriormente e un simile risultato sarebbe totalmente inaccettabile. La crescita delle uscite andrebbe contrastata innalzando l’età di pensionamento. USI/economiesuisse trovano che il previsto modello della separazione parziale sia poco convincente tanto socialmente quanto finanziariamente e rifiuta la proposta nel quadro attuale. Dal punto di vista dell’economia, una completa separazione sarebbe invece auspicabile a medio e lungo termine, sia nell’ottica del sistema di finanziamento, sia per ragioni di trasparenza finanziaria. La questione di una completa separazione andrebbe dunque esaminata approfonditamente, proponendo modelli opportuni e illustrando in modo trasparente l’impatto sulle finanze federali e sull’AVS. L’USS respinge nettamente la proposta ridefinizione. Il parziale disimpegno della Confederazione porrebbe finanziariamente alle strette l’AVS e il livello delle prestazioni non sarebbe più garantito. Nel contesto del previsto aumento dell’IVA, una simile soluzione costituirebbe un affronto. Con essa la Confederazione si sottrarrebbe in larga parte all’impegno precedentemente assunto di contribuire a far fronte alla crescita delle uscite dell’AVS, quando invece il contributo dell’ente pubblico allo sgravio delle fasce meno abbienti è ancora giustificato, anche dal fatto che l’AVS garantisce la stabilità sociale ed economica nazionale. Anche Travail.Suisse si