Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
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riscatto nella LPP. E se fosse previsto questo principio, allora per ogni assicurato che avesse una «lacuna» nell’avere di vecchiaia del regime LPP l’avere di vecchiaia sovraobbligatorio disponibile dovrebbe essere trasferito nella misura del possibile nell’avere di vecchiaia LPP. Questo sistema avrebbe profonde ripercussioni sulle prestazioni integrate dell’istituto di previdenza. Il Fondo di garanzia LPP fa presente che l’adeguamento proposto penalizza le persone che, dovendo ad esempio versare contributi elevati per una previdenza più estesa, non dispongono più di risorse per operare riscatti. Inoltre, a causa delle interazioni con l’articolo 219 capoverso 4 della legge federale dell’11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), l’adeguamento potrebbe comportare per il Fondo di garanzia un aumento degli impegni sul fronte delle prestazioni. L’ASA/SVV si schiera contro la modifica, poiché i conferimenti volontari non dovrebbero generare diritti sottostanti al regime obbligatorio. Nel caso particolare, l’istituto potrebbe vedersi addossare ingiustificatamente un onere in seguito a un riscatto, ad esempio a causa di adeguamenti al rincaro e anche per il fatto che nel regime obbligatorio dovrebbe garantire prestazioni più elevate. Allvisa Vorsorge espone tra l’altro che il cambiamento di sistema assottiglierebbe la quota sovraobbligatoria dell’avere di vecchiaia, e quindi anche il margine di manovra di cui dispongono le casse con prestazioni integrate nel fissare un saggio di interesse ridotto o un’aliquota di conversione ridotta al fine di garantire la propria stabilità finanziaria a lungo termine. Anche la Cassa pensioni del Cantone di Svitto si oppone a un cambiamento di sistema in direzione di un’ulteriore estensione delle prestazioni minime LPP.
Altri partecipanti
Il cp apprezza che gli assicurati possano operare riscatti anche dopo l’affiliazione e che abbiano in tal modo la possibilità di aumentare la propria rendita. Anche GastroSuisse si schiera a favore delle modifiche proposte all’articolo 79b LPP.
5 Proposte di revisione e rivendicazioni presentate dagli interpellati
5.1 Rafforzamento del primo pilastro a discapito del secondo
Diversi ambienti (PSS, PSdL, COSAS, Caritas, AVIVO, ARPIP, Unia, EFK) preferirebbero
che venisse rafforzato il primo pilastro. Per ragioni di uguaglianza e di politica sociale, il compito prioritario consiste nel rafforzare il primo pilastro invece di lottare con scarsi mezzi per mantenere il livello di prestazioni nel secondo pilastro. Un miglioramento delle prestazioni del primo pilastro andrebbe a beneficio di tutte le donne (CFQF). È indispensabile aumentare le rendite del primo pilastro e stabilire una diversa ponderazione per l’indice misto (AVIVO). Justitia et Pax propone di concentrarsi sulla rendita minima AVS per meglio garantire la copertura del minimo vitale nelle fasce a basso reddito.
5.2 Verifica delle rendite per figli previste nel primo pilastro; coordinamento con gli assegni familiari
LU lamenta la mancanza di proposte intese a ridurre i costi della socialità, ad esempio attraverso il coordinamento delle rendite per figli con gli assegni familiari. Anche SZ, ZG, BS, BL, SH, AR, SG, GR, AI, VS, JU, FR, la CCCC e l’ACCP chiedono di coordinare le rendite completive del primo pilastro con gli assegni familiari. Il cumulo attualmente ammesso dalla legge è indifendibile nell’ottica della politica sociale e presenta potenzialità di risparmio che vanno sfruttate.
Le conferenze CDOS e CDF auspicano in maniera generale che si provveda al coordinamento dell’AVS con la legge federale del 24 marzo 2006 sugli assegni familiari