Rapporto continuazione

Consultazione 2013/32: Revisione totale dell'ordinanza sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese · 50 pagine

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gli attori interessati devono accordarsi sull’importo delle perdite che la Confederazione e le cooperative di fideiussione sono disposte ad assumere.

Dimensione 2 «Efficienza ed efficacia nell’adempimento dei compiti»

Ognuna delle quattro cooperative di fideiussione ha definito le proprie norme per l’esame delle domande, che però in sostanza si equivalgono. Nel complesso, gli autori della valutazione hanno ritenuto che i dossier fossero validi e completi, pur segnalando un potenziale di miglioramento per quanto concerne la documentazione delle decisioni di fideiussione. Le organizzazioni di fideiussione presentano strutture snelle. Secondo gli autori della valutazione occorrerebbe più che altro chiedersi se hanno raggiunto una dimensione critica sufficiente. Le cooperative di fideiussione dispongono inoltre di strutture più o meno decentralizzate (sedi esterne).

Gli autori della valutazione ritengono che le cooperative dispongano complessivamente di procedure efficienti per ogni organizzazione. Per contro, a loro avviso, esiste un potenziale di miglioramento per quanto riguarda il sistema nel suo insieme.

Gli autori raccomandano:

(3) di definire norme finanziarie minime per quanto concerne l’esame delle fideiussioni.

Per motivi di trasparenza e di assunzione dei rischi, le cooperative di fideiussione dovrebbero discutere con la SECO la possibilità di fissare norme finanziarie minime (e vincolanti) per la concessione di fideiussioni;

(4) di migliorare in alcuni casi la documentazione concernente i dossier di fideiussione.

Dovrebbe sempre essere possibile per una terza persona risalire ai motivi delle decisioni prese (sia per gli argomenti finanziari che per il giudizio soggettivo della cooperativa di fideiussione);

(5) alla Confederazione di elaborare strategie che definiscano il suo comportamento nei

confronti delle cooperative di fideiussione in caso di flessione economica, ad esempio se le perdite aumentano fortemente e allo stesso tempo, considerato il peggioramento dei loro risultati, le PMI devono chiedere ulteriori fideiussioni (a causa di un accesso più difficile al credito bancario);

(6) alla SECO di mantenere la chiave di ripartizione attuale dei contributi federali alle spe-

se d’amministrazione;

(7) alle cooperative di fideiussione di uniformare le tasse per l’esame delle domande. Nella

prospettiva di una strategia di crescita, queste tasse dovrebbero essere mantenute a un livello quanto più basso possibile ed essere eventualmente compensate da un aumento uniforme dell’attuale premio di rischio;

(8) alle cooperative di fideiussione di mantenere il loro premio di rischio uniforme. Per con-

sentire una differenziazione potrebbero tutt’al più prevedere un supplemento per determinate categorie di rischi ben definite (ad es. start-up);

(9) alle cooperative di fideiussione di elaborare piani di finanziamento per il proseguimento

della loro strategia di crescita, poiché questa richiederà degli aumenti di personale;

(10) alle cooperative di fideiussione di ricercare una maggiore collaborazione in alcuni set-

tori per rafforzare la loro importanza, affermarsi meglio sul mercato e sfruttare le loro sinergie.

Dimensione 3 «Collaborazione tra le cooperative di fideiussione e le banche»

La nuova concezione ha permesso di rafforzare la fiducia delle banche nel sistema di fideiussioni. L’atteggiamento nei confronti del sistema di fideiussioni per le PMI varia tuttavia fortemente da un istituto all’altro e talvolta anche da un collaboratore all’altro presso la stessa banca.

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