Rapporto continuazione

Consultazione 2013/32: Revisione totale dell'ordinanza sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese · 50 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 42Fedlex · Rapporto esplicativo

(17) di esaminare insieme alle cooperative di fideiussione le sinergie che si potrebbero

sfruttare tra le organizzazioni in materia di gestione delle perdite e di recuperi (ad es. incaricando un servizio centrale dei recuperi di tutte le cooperative di fideiussione).

Dimensione 7 «Orientamento ai clienti delle prestazioni»

Gli autori della valutazione considerano piuttosto scarsa la notorietà del sistema di fideiussioni per le PMI, anche presso le stesse PMI.

Raccomandano pertanto alle cooperative di fideiussione:

(18) di rafforzare questa notorietà presso le PMI attraverso apposite misure di marketing; (19) di assumere anche un ruolo di consulenti nei confronti delle PMI clienti.

Dimensione 8 «Efficacia»

Da quanto è emerso, il sistema di fideiussioni è tuttora rivolto alle aree rurali e al settore tradizionale delle alle arti e mestieri. In particolare, il fatto che il portafoglio di fideiussioni sia oggi ripartito in modo tanto disuguale tra le regioni e che in alcuni Cantoni il sistema copra soltanto una minima quota di mercato indica l’esistenza di un potenziale inutilizzato. Per migliorare l’efficacia gli autori della valutazione ritengono che occorra estendere il sistema di fideiussioni anche al di fuori del settore tradizionale delle alle arti e mestieri, in particolare nell’ambito dei servizi alle imprese.

Raccomandano pertanto alla SECO:

(20) di tenere maggiormente conto delle componenti di rischio e perdita nella misurazione

dell’efficacia;

(21) di seguire attentamente l’evoluzione della ripartizione delle fideiussioni per settore, re-

gione e (gruppo di) banche. Si potrebbero eventualmente imporre alle cooperative di fideiussione dei volumi specifici da raggiungere in un dato Cantone o in una data regione.

Raccomandazioni concernenti le sedi esterne

Nel loro studio complementare sulle sedi esterne, gli autori della valutazione hanno emanato altre 8 raccomandazioni:

(22) fissare, a livello di cooperative di fideiussione, criteri misurabili e verificabili per la con-

cessione di fideiussioni;

(23) verificare regolarmente l’attuazione di questi criteri;

(24) documentare meglio e più sistematicamente le decisioni di fideiussione delle sedi

esterne;

(25) adeguare il sistema informatico utilizzato dalle cooperative di fideiussione in modo tale

da poter risalire alle modifiche apportate a documenti e dati;

(26) per poter sfruttare le sinergie e garantire il know-how necessario, centralizzare la ge-

stione delle perdite e dei recuperi a livello delle cooperative di fideiussione (senza delega di competenze alle sedi esterne);

(27) nell’interesse dell’uniformità, assicurarsi che i direttori delle sedi esterne usufruiscano

delle stesse competenze (in particolare in materia di modifiche di dossier in corso); (28) per poter misurare e confrontare l’efficienza della gestione delle cooperative di fideius-

sione (incluse le sedi esterne), adottare direttive vincolanti per tutte le cooperative di fideiussione in materia di registrazione dei costi e delle prestazioni e definire indicatori che permettano di confrontare tra loro le cooperative di fideiussione;

(29) organizzare le strutture direttive delle cooperative di fideiussione in modo da renderle

conformi ai criteri di buona prassi del governo d’impresa.

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