Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/43: Legge federale sui giochi in denaro (LGD) · 110 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 20Fedlex · Rapporto esplicativo

Riferimento/incarto: COO.2180.109.7.123673 / 217.1/2011/01115

di ridurre le occasioni di gioco e di limitare le attività in tale settore in modo coerente e sistematico38. Inoltre, l’obiettivo di finanziare attività d’utilità pubblica non può rappresentare l’unica giustificazione per una politica restrittiva39. In una prima serie di sentenze40, la CGCE (Corte di giustizia delle Comunità europee fino a dicembre 2009 quando ha cambiato nome in Corte di giustizia dell’Unione europea, CGUE) ha riconosciuto un certo potere discrezionale agli Stati membri per quanto riguarda la portata della protezione da assicurare sul proprio territorio e ha ammesso la possibilità di invocare diversi motivi imperativi d’interesse generale. In una seconda serie di sentenze41, la Corte ha però parzialmente limitato tale potere mostrandosi più intransigente per quanto riguarda il rispetto delle esigenze di proporzionalità42. Infine la Corte ha ribadito che la disciplina dei giochi d’azzardo rientra nei settori in cui tra gli Stati membri sussistono divergenze sostanziali di ordine morale, religioso e culturale. In assenza di armonizzazione in materia, spetta a ogni singolo Stato membro valutare le esigenze risultanti dalla tutela degli interessi pubblici e dal livello di protezione auspicato43. Uno Stato membro può pertanto prevedere una normativa nazionale che autorizza la pubblicità di case da gioco situati in un altro Stato membro solamente se le regole sulla tutela dei giocatori nell’altro Stato forniscono garanzie analoghe a quelle in vigore nel suo diritto interno44. Infine, il fatto che un organizzatore sia titolare in uno Stato membro di un’autorizzazione che gli permette di offrire giochi d’azzardo non impedisce a un altro Stato membro di imporre a tale organizzatore di richiedere un’autorizzazione per offrire gli stessi servizi sul proprio territorio45. Per quanto riguarda Internet, l’articolo 56 TFUE non impedisce a uno Stato membro di vietare agli organizzatori, che hanno sede e sono titolari di un’autorizzazione in altri Stati

38Non si possono prevedere misure per contrastare il disagio sociale derivante dal gioco in

denaro e contemporaneamente misure che incoraggino a praticarlo per aumentare le entrate fiscali o gli introiti destinati alle attività di utilità pubblica. Cfr. p. e.: sentenza Gambelli,

n. marg. 69; sentenza Placanica, n. marg. 54; sentenza SIA Garkalns, n. marg. 44 e 46; sentenza Stoss; CGUE, 8 sett. 2010, causa C-46/08, Carmen Media Group Ltd., in Racc. I-8149; CGUE, 8 sett. 2010, causa C-409/06, Winner Wetten GmbH, in Racc. I-8015.

39Pur non considerando questo obiettivo una giustificazione oggettiva, secondo la CGUE non è

irrilevante il fatto che le lotterie possono contribuire in modo sostanziale al finanziamento di attività benefiche o di interesse generale come le opere sociali, lo sport o la cultura. Tuttavia il finanziamento di attività sociali attraverso i giochi autorizzati deve semplicemente costituire una conseguenza positiva collaterale e non la giustificazione reale delle restrizioni adottate. Cfr. p. es. CGUE, 21 ott. 1999, causa C-67/98, Zenatti, in Racc. I-7289, n. marg. 36; sentenza Gambelli, n. marg. 62; sentenza Stoss, n. marg. 104.

40Emesse tra il 1994 e il 2003 circa; cfr. p. es. le sentenze Schindler, Läärä, Zenatti e Anomar.

41Emesse sopratutto tra il 2003 e il 2009; cfr. p. es. sentenza Gambelli; sentenza Placanica;

CGUE, 6 ott. 2009, Commissione contro la Spagna, causa C-153/08, in Racc. I-9735.

42Nella sentenza Gambelli, lo Stato italiano sembra non rispettare il principio di proporzionalità e

più precisamente l’esigenza di coerenza nella misura in cui incoraggia i consumatori a partecipare ai giochi al fine di rimpolpare l’erario pubblico. Una politica espansiva controllata nel settore del gioco d’azzardo può essere del tutto coerente con l’obiettivo di attirare giocatori che esercitano attività di giochi e di scommesse clandestini vietati verso attività autorizzate e regolamentate (sentenza Placanica, n. marg. 55), a condizione però che l’autorità pubblica eserciti un controllo severo di questa espansione (sentenza Zeturf, n. marg. 58; sentenza Stanleybet International Ltd, n. marg. 36).

43Cfr. p. es. sentenza HIT e HIT LARIX, n. marg. 24 e 31; sentenza Biasci e a., n. marg. 29 e 43.

44Cfr. p. es. sentenza HIT e HIT LARIX, n. marg. 31 e 32.

45Cfr. p. es. sentenza Stoss, n. marg. 113; sentenza Biasci e a., n. marg. 41 segg.