Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/43: Legge federale sui giochi in denaro (LGD) · 110 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 17Fedlex · Rapporto esplicativo
Riferimento/incarto: COO.2180.109.7.123673 / 217.1/2011/01115
«Française des jeux» alle finanze pubbliche (27 % delle poste nel 2008) permette in particolare di finanziare (per l’80 %) il Fondo nazionale per lo sviluppo dello sport. La «Française des jeux» svolge anche un’importante attività di sponsorizzazione, per esempio insieme alla Croce Rossa Francese. Un’altra eccezione è costituita dalle lotterie organizzate dalle associazioni per cerchie ristrette di partecipanti ed esclusivamente per scopi sociali, culturali, sportivi e di animazione sociale; le poste e le vincite di queste lotterie sono limitate.
Mentre le scommesse in generale sono vietate, quelle sportive (organizzate da «Française de jeux») e le scommesse ippiche (organizzate da Pari Mutuel Urbain; PMU) sono ammesse. La PMU, un consorzio d’interesse economico composto da 51 società di corse, si prefigge principalmente di finanziare l’allevamento di cavalli e versa gli utili netti delle scommesse a tali società.
In linea di principio anche i casinò sono vietati, ma possono essere concesse autorizzazioni (finora ne sono state concesse 200) su richiesta dei Comuni che soddisfano le condizioni fissate dalla legge. Le autorità intendono limitare il numero delle case da gioco. La legge indica quali giochi possono svolgersi nelle case da gioco le quali detengono anche il monopolio della gestione degli apparecchi automatici da gioco. Il Comune di ubicazione concorda con la casa da gioco un elenco degli obblighi nel quale viene fissata in particolare l’aliquota sul prodotto lordo dei giochi da versare direttamente al Comune, il quale la utilizza per incrementare la propria attrattiva turistica. L’elenco degli obblighi precisa inoltre i requisiti legali: la casa da gioco deve organizzare spettacoli, attività culturali e animazioni oltre a offrire un servizio di ristorazione di alto livello.
La Commissione europea ha chiesto alla Francia di definire la normativa relativa ai giochi d’azzardo in modo coerente ed eventualmente di aprire parzialmente il mercato alla concorrenza. Il 6 aprile 2010 la Francia ha adottato una legge sulla parziale apertura del mercato e la regolamentazione del settore dei giochi in denaro e dei giochi d’azzardo online. Tale legge permette un’apertura regolamentata di una parte del mercato dei giochi online (scommesse sportive e ippiche, poker) attraverso autorizzazioni concesse per cinque anni dall’Arjel (Autorità di regolamentazione dei giochi online) a operatori tenuti a rispettare un severo elenco di obblighi. Grazie a questa normativa anche la PMU, ad esempio, ha ampliato la propria offerta di giochi aggiungendo le scommesse sportive e il poker su Internet. La «Française des jeux» continua a esercitare il monopolio sulle lotterie (online e non) e sulle scommesse che non sono proposte online. Lo stesso vale per le scommesse ippiche non online, organizzate dalla PMU. I giochi da casinò non possono essere proposti online e i Comuni continuano a detenere il monopolio sulle case da gioco.
Italia
In Italia la legislazione sui giochi d’azzardo è molto ampia per cui è difficile avere una visione d’insieme. Le lotterie (quelle tradizionali, quelle istantanee e le piccole lotterie sono oggetto di disciplinamenti diversi) e le scommesse a totalizzatore o a quota fissa possono essere organizzate dietro concessione o autorizzazione. L’«Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato» sostiene in particolare lo sport e la cultura, finanziando diverse manifestazioni e impegnandosi anche nella raccolta di fondi a scopo sociale. Le scommesse contribuiscono a sostenere l’allevamento equino.
Le case da gioco sono in linea di massima vietate; attualmente sono autorizzati soltanto quattro casinò, con lo scopo di contribuire allo sviluppo di regioni considerate economicamente deboli. Una parte della tassa sulle case da gioco spetta al Comune di ubicazione.