Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/44: Modifica del codice civile (CC; Diritto dell'adozione) · 56 pagine

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durevole. Essa riveste dunque una certa importanza per il bambino, evitando che sia integrato, mediante atto giuridico, in una famiglia in procinto di sfaldarsi. La durevolezza della relazione è pronosticata sulla base delle circostanze globali, in particolare della durata del matrimonio e della stabilità che se ne può dedurre. Nell’ambito dell’esame della domanda di adozione questo aspetto è considerato indipendentemente dalla durata minima del matrimonio prescritta dalla legge. In vista dell’accertamento dell’idoneità degli aspiranti all’adozione, la condizione secondo cui la relazione debba durare già da un determinato lasso di tempo prima che l’adozione sia autorizzata continua tuttavia a costituire un indicatore importante della stabilità richiesta. Con il nuovo diritto s’intende ridurre la durata del matrimonio richiesta a tre anni, conformemente alla proposta del Parlamento.

5.4 Caso speciale «adozione del figliastro»

Per molto tempo l’adozione del figliastro ha goduto di uno statuto speciale nell’ordinamento giuridico. Fino al 2000 essa era privilegiata per promuovere un’integrazione rapida dell’adottato nella nuova famiglia. Era pertanto sufficiente che la coppia fosse sposata da due anni (invece degli usuali cinque) affinché un coniuge potesse adottare il figlio dell’altro. Considerate le numerose riserve espresse in merito all’adozione del figliastro , il 1° gennaio 2000 la durata minima del matrimonio richiesta per questo tipo di adozione è stata aumentata da due a cinque anni

L’adozione del figliastro è problematica per il fatto che si tratta per lo più di figli di genitori divorziati. L’adozione comporta lo scioglimento del vincolo di filiazione con uno dei genitori naturali così che il minorenne subisce due «divorzi»: il divorzio dei genitori dapprima e una separazione definitiva da un genitore naturale. Per il figliastro, questa adozione ha di norma d’altronde conseguenze sociali e psicologiche più importanti rispetto alle altre adozioni, in cui sovente manca una relazione stretta con i genitori naturali: egli infatti non perde soltanto un genitore ma anche il parentado (nonni, zii, ecc.) legato al genitore con il quale vincolo di filiazione è sciolto. L’adozione del figliastro cela inoltre il pericolo di essere utilizzata al fine di rimuovere l’altro genitore dalla vita del figlio89.

Va infine considerato che il figliastro ha certamente meno bisogno di essere adottato rispetto a un bambino estraneo, poiché la posizione del primo nel diritto di famiglia è migliore, essendo figlio naturale di uno dei due coniugi e in rapporto di affinità con l’altro (art. 21 CC). Costui deve al genitore naturale un’adeguata assistenza nell’adempimento del suo obbligo di mantenimento figliastro dei figli nati prima del matrimonio (art. 278 cpv. 2 CC). Lo stesso vale per l’esercizio dell’autorità parentale (art. 299 CC). Per contro, prima di un’adozione straniera il minorenne ha meramente lo statuto giuridico di affiliato, più fragile dal punto di vista del diritto di famiglia.

Nel messaggio sul diritto del divorzio del 1995, il Consiglio federale ha esposto in dettaglio i suoi dubbi relativi all’adozione del figliastro, decidendo però infine ugualmente di mantenerla. Al contempo ha tuttavia stabilito che il privilegio attualmente accordato all’adozione del figliastro rispetto all’adozione straniera non era più giustificato. Aveva quindi proposto di prescrivere una durata minima del matrimonio di cinque anni anche per l’adozione del figliastro, sempreché l’adottante non abbia

89 Cfr. in dettaglio il messaggio sul diritto del divorzio, FF 1996 I 1, pag. 171; Frank, pag. 1695.