Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/56: Revisione della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) quale controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)» · 63 pagine

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Conferenza dell'ONU sullo Sviluppo Sostenibile RIO+20 ed economia verde

Dal 20 al 22 giugno 2012 si è svolta a Rio de Janeiro la Conferenza dell'ONU sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20. Il concetto di economia verde è stato inserito per la prima volta nell'agenda politica e riconosciuto come strumento importante per lo sviluppo sostenibile. La conferenza ha evidenziato in particolare che gli Stati, le organizzazioni e il settore privato devono adottare misure adeguate per un'economia verde. Secondo «The Future We Want», il documento finale delle Nazioni Unite14, con la transizione verso un'economia verde nel contesto della lotta alla povertà e dello sviluppo sostenibile si deve garantire a lungo termine il benessere, preservare le basi vitali, ridurre la povertà e le disparità economiche. A tale scopo rivestono un ruolo importante le innovazioni, le tecnologie pulite e l'internalizzazione di costi sociali e ambientali esterni. È stato adottato anche un programma decennale per un comportamento di consumo e di produzione sostenibile, già proposto in occasione della Conferenza di Johannesburg 2002 ed elaborato negli ultimi anni.

Il documento finale della Conferenza di Rio+20 fissa alcuni aspetti importanti per un'economia verde:

– l'ONU deve darsi un coordinamento interno che metta a disposizione sia informazioni sugli strumenti esistenti che esempi di economia verde, in particolare per sostenere su richiesta i Paesi in via di sviluppo nella realizzazione di un'economia di tale tipo;

– il prodotto interno lordo deve essere completato affinché possa essere utilizzato per la misurazione dei progressi compiuti;

– il sistema del commercio mondiale deve svolgere un ruolo importante per l'economia verde.

1.1.5 Consumo di risorse in Svizzera

Lo sfruttamento eccessivo delle risorse in Svizzera è evidenziato nel Rapporto sull'ambiente.15 Negli ultimi decenni sono stati registrati alcuni successi, ad esempio nella salvaguardia della qualità delle acque e dell'aria. Dal 1990 ad oggi è stato ad esempio possibile ridurre di oltre l'80 per cento le emissioni di biossido di zolfo e del 90 per cento quelle di polveri fini contenenti piombo, ma le concentrazioni di polveri fini (PM10), ozono, ossido di azoto e ammoniaca, ancora troppo elevate rispetto ai valori limite stabiliti dalla legge, continuano a compromettere la salute e a danneggiare gli ecosistemi naturali. La quantità di rifiuti pro capite continua a crescere costantemente e nel 2010 ha raggiunto circa 700 chilogrammi per persona.16

I cambiamenti climatici e le loro conseguenze sono già ben tangibili in Svizzera17. Subiscono forti pressioni molte altre risorse naturali, come la biodiversità e il suolo.

14 ONU (2012), The Future We Want: Outcome document adopted at Rio+20, http://www.uncsd2012.org/content/documents/727The%20Future%20We%20Want%2019%20 June%201230pm.pdf.

15 UFAM/UST (2011), Ambiente Svizzera 2011, Berna e Neuchâtel.

16 UFAM/UST (2011), Ambiente Svizzera 2011, Berna e Neuchâtel.

17 Consiglio federale (2012), Strategia per l'adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera. Obiettivi, sfide e campi d’azione. Prima parte della strategia del Consiglio federale del 2 marzo 2012. Rapporto UD-1055-I