Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/56: Revisione della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) quale controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)» · 63 pagine
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Basti pensare che ogni secondo scompare quasi un chilometro quadrato di terreno coltivato, che perde così la sua funzione per la produzione di generi alimentari, la regolazione del regime idrico o l'habitat per la biodiversità.
Dal 1990 il totale del fabbisogno di materiali della Svizzera è cresciuto del 17 per cento, attestandosi nel 2011 a 122 chilogrammi al giorno per abitante. Nel 2011 il consumo complessivo di metalli era di circa 2,5 milioni di tonnellate.18 Questo consumo comporta in parte un carico inquinante particolarmente elevato.19
La Svizzera è un'economia fortemente integrata nel mercato globale, con un grande settore dei servizi e attività di import-export relativamente elevate. Oltre la metà del carico inquinante totale del consumo svizzero viene generata all'estero. Per poterlo ridurre a un livello sopportabile dalla natura, sulla base delle attuali conoscenze sarebbe necessario ridurre il consumo di risorse in un ordine di grandezza del 65 per cento.20 Non tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto (produzione, trasporto, utilizzo, smaltimento) si svolgono però nello stesso Paese. Questa è una conseguenza della crescente globalizzazione con una divisione internazionale del lavoro sempre più accentuata.
Oltre alle energie fossili e ai prodotti che consumano energia, sono considerati beni con un ciclo di vita a impatto ambientale particolarmente elevato gli impianti elettrici, il calcestruzzo, i grassi e gli oli, i concimi, i pesticidi, gli erbicidi. i fungicidi, i mangimi e i tessuti. Ciò si evince dalla stesura dell’ecobilancio secondo il metodo della scarsità ecologica, nel quale la ponderazione dei singoli problemi ambientali e la conversione nell'unità dei cosiddetti punti di impatto ambientale sono orientate agli obiettivi della politica ambientale svizzera. Aggregando i prodotti in settori di consumo, diventa evidente che i settori a maggiore impatto ambientale sono l'alimentazione, la casa e la mobilità privata. Secondo uno studio pilota effettuato per la prima volta nel 2011, i settori elencati sono infatti responsabili per oltre due terzi del
18 UST (2013), Comptes de flux de matières, Neuchâtel. http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/02/05/blank/data/03/01.html (data di richiesta: 14.05.2013).
19 Jungbluth N. et al. (2012): Umweltbelastungen des privaten Konsums und Reduktionspotenziale. http://www.esu-services.ch/fileadmin/download/jungbluth-2012-Reduktionspotenziale- BAFU.pdf (non disponibile in italiano).
20 Jungbluth N. et al. (2011): Environmental Impacts of Swiss Consumption and Production: http://www.bafu.admin.ch/publikationen/publikation/01611/index.html?lang=en&show_kat=/p ublikationen; nonché Footprintnetwork (2012): Country Factsheet: Switzerland (non disponibili in italiano) http://www.footprintnetwork.org/images/trends/2012/pdf/2012_switzerland.pdf (data di richiesta 24.05.2013)