Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/56: Revisione della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) quale controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)» · 63 pagine
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prima e vettore energetico. L'obiettivo è valorizzare i rifiuti in modo ottimale dal punto di vista materiale o energetico secondo lo stato attuale della tecnica.
Gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti (inceneritori, impianti per il trattamento chimico-fisico dei rifiuti p. es. per il trattamento delle acque di scarico industriali, impianti di valorizzazione p. es. per il recupero dei metalli ecc.) devono pertanto essere adeguati allo stato della tecnica per poter garantire miglioramenti continui sul fronte dell'uso efficiente dei materiali o dell’efficienza energetica. A tale scopo occorre definire requisiti specifici in tre ambiti particolarmente rilevanti.
Valorizzazione di metalli da residui del trattamento dell'aria, dell'acqua e dei rifiuti.
Vari residui provenienti dal trattamento di aria e acque di scarico nonché dei rifiuti presentano notevoli potenziali per il recupero di metalli. Occorre quindi utilizzare meglio questi potenziali, dacché dal punto di vista ecologico il recupero di metalli dai rifiuti offre risultati nettamente migliori rispetto all'estrazione di minerali metallici in miniere situate all'estero. Nonostante le elevate quote raggiunte nelle raccolte differenziate, grandi quantità di metalli continuano a confluire in impianti di incenerimento dei rifiuti (IIRU) e finiscono nei residui della combustione. In una tonnellata di rifiuti urbani vi sono circa 30 chilogrammi di metalli. Due terzi dei rifiuti metallici finiscono nei rifiuti domestici (in particolare ferro, rame, alluminio, ottone e addirittura oro) e se venissero valorizzati raggiungerebbero in Svizzera un valore di rottami metallici pari a 100 milioni di franchi all'anno, di cui circa 10 milioni soltanto per l'oro.
Questi metalli devono essere recuperati non soltanto dai residui del trattamento dei rifiuti, bensì in particolare anche dai residui del trattamento di acque ad aria di scarico. Tra questi vi sono, ad esempio, i fanghi di idrossidi, prodotti in grandi quantità in particolare nei processi galvanici e nel trattamento delle polveri di filtri e delle ceneri volanti degli IIRU. Attualmente solo circa la metà degli IIRU sottopone le proprie polveri di filtri a un trattamento per il recupero di parti metalliche valorizzabili dai fanghi di idrossidi prodotti.
Valorizzazione di ghiaia riciclata da materiale di scavo
Con oltre 65 milioni di tonnellate all'anno, i rifiuti edili costituiscono il maggior flusso di rifiuti in Svizzera. Tra questi vi sono circa 50 milioni di tonnellate di materiale di scavo e di sgombero. Nonostante vi siano varie possibilità di valorizzazione - riempimento dei siti di estrazione di materiali (cave di ghiaia e di pietra), modifiche del territorio, produzione di materiali da costruzione (calcestruzzo, cemento) - ancora oggi diversi milioni di tonnellate di materiale di scavo non inquinato riciclabile finiscono inutilizzati in discarica, sia per motivi di costi, sia per la mancanza di possibilità di riciclaggio a livello regionale.
Questa regolamentazione tende a contrastare le strettoie regionali che si vanno delineando per il deposito di materiale di scavo, poiché in Svizzera gli spazi destinabili a discarica sono limitati. Inoltre occorre salvaguardare come risorsa limitata la ghiaia primaria.