Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/63: Legge federale sui servizi finanziari (Legge sui servizi finanziari, LSF) e Legge federale sugli istituti finanziari (Legge sugli istituti finanziari, LIFin) · 165 pagine
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attuare i requisiti della LSF – in particolare il rispetto degli obblighi di trasparenza, informazione, fedeltà, documentazione e diligenza, nonché il rispetto delle prescrizioni organizzative – in maniera permanente e sistematica presso tutti gli istituti finanziari. L’assoggettamento è pertanto un’importante misura per migliorare la protezione dei clienti, nonché un completamento dell’attuale soluzione di mercato. Un altro vantaggio dell’assoggettamento dei gestori patrimoniali alla vigilanza è la creazione di pari condizioni di concorrenza per tutti i fornitori di servizi finanziari, mentre finora i fornitori dello stesso servizio hanno dovuto soddisfare requisiti diversi in materia di regolamentazione e vigilanza.
I costi di regolamentazione si compongono di costi una tantum per l’ottenimento dell’autorizzazione e, in seguito, di correnti costi annuali di vigilanza. Per la determinazione dei costi di regolamentazione, i gestori patrimoniali sono stati suddivisi in tre categorie: gestori patrimoniali con 1–3 collaboratori, con 4–10 collaboratori e con più di 10 collaboratori. Nelle seguenti stime non si opera una distinzione in base al modello di vigilanza scelto (assoggettamento diretto alla FINMA o a un organismo di vigilanza separato). I costi sono quindi neutrali dal punto di vista della struttura della vigilanza.
In tutte e tre le categorie, i costi iniziali consistono nelle spese per la verifica dell’autorizzazione e negli onorari dei consulenti esterni, negli emolumenti per l’autorizzazione da parte della FINMA, nonché nelle spese per l’adempimento delle condizioni di autorizzazione concernenti l’organizzazione. Secondo una valutazione indipendente della ZHAW, i costi iniziali per ciascuna domanda presentata da un piccolo gestore patrimoniale (categoria: 1– 3 collaboratori), dedotti i costi normali dell’attività, ammontano a circa 69 000 franchi.180 I principali fattori di costo sono le spese per la verifica dell’autorizzazione e gli onorari di consulenza, pari a circa 45 000 franchi (vale a dire al 65 % dei costi iniziali). Per i gestori patrimoniali di medie dimensioni (categoria: 4–10 collaboratori) i costi iniziali prevedibili ammontano a circa 96 000 franchi per caso, mentre per i grandi gestori patrimoniali (categoria: oltre 10 collaboratori) a 128 000 franchi.
La procedura di autorizzazione può inoltre comportare importanti costi opportunità, che tuttavia non possono essere quantificati. Per limitare tali costi opportunità, da un punto di vista economico sarebbe raccomandabile disciplinare il processo di autorizzazione a livello di legge. Si potrebbe ad esempio imporre all’autorità di vigilanza un termine entro il quale la domanda di autorizzazione dev’essere evasa, come avviene per tutte le autorità dell’Amministrazione federale che rilasciano a un ri-
180 La ZHAW ha stimato i costi netti per caso, vale a dire per ciascun istituto di gestione patrimoniale che effettivamente presenta una domanda di autorizzazione. Il numero di domande effettivamente presentate potrebbe non corrispondere al valore stimato (pari a 2300 istituti di gestione patrimoniale) e non può essere determinato anticipatamente. Da un lato, con la disposizione transitoria proposta molti gestori patrimoniali sono esentati dall'assoggettamento e, dall'altro, è possibile che il cambiamento strutturale in corso nel settore prosegua fino all'entrata in vigore della LIFin e della LSF.