Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/63: Legge federale sui servizi finanziari (Legge sui servizi finanziari, LSF) e Legge federale sugli istituti finanziari (Legge sugli istituti finanziari, LIFin) · 66 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della consultazione concernente la legge

sui servizi finanziari (LSF) e la legge sugli istituti finanziari (LIFin)

locali propongono di fissare soltanto i principi a livello di legge e di affidare l’attuazione al settore (Banche locali).

Per quel che riguarda le disposizioni transitorie (art. 124 AP-LSF), numerosi partecipanti ritengono dannoso l’effetto retroattivo in materia di redazione del foglio informativo di base (SwissBanking, CS, Groupe Mutuel, Homburger, Lenz&Staehelin, SFPO, Vontobel). Occorrerebbe prevedere dei termini transitori adeguati (banche cantonali, ZKB), in particolare per quel che riguarda l’iscrizione nel registro dei consulenti (Camera fiduciaria) e le disposizioni relative al prospetto e al foglio informativo di base (SwissBanking, Bär&Karrer, CS, Homburger, SIX, ASPS, UBS, Vontobel). Bär&Karrer, Homburger, SIX e ASPS segnalano che all’entrata in vigore della legge l’organo di verifica deve essere istituito e beneficiare dell’autorizzazione della FINMA.

SwissHoldings auspica un’entrata in vigore graduale affinché i piccoli istituti finanziari dispongano di sufficiente tempo per allestire le proprie strutture di compliance.

1.7 Modifica di altri atti normativi

1.7.1 Codice delle obbligazioni

Secondo CS, sarebbe opportuno definire in modo esplicito la prevalenza della LSF rispetto al CO (art. 397). Homburger auspica che si colga l’occasione per correggere alcuni difetti o imperfezioni connessi agli articoli1157 e seguenti CO, che non precisano espressamente se l’emissione di obbligazioni di prestiti debba essere effettuata almeno in parte in Svizzera, affinché i creditori possano costituire una comunione e che le norme previste possano essere applicate.

1.7.2 Legge sugli investimenti collettivi

SFAMA ritiene che l’abrogazione dell’articolo 10 capoverso 4 LICol sia inadeguata, in quanto è probabile che in futuro investitori che non sono clienti professionali ai sensi dell’articolo 4 AP-LSF siano considerati tra gli investitori qualificati. La norma di delega prevista dalla LICol non corrisponde dunque a quella dell’articolo 4 AP-LSF e dovrebbe essere mantenuta. Invece, l’articolo 24 LICol può essere completamente abrogato, poiché salvo casi eccezionali, le regole concernenti il point of sale dovrebbero sempre essere fissate nella LSF, per garantire un’interpretazione e un’applicazione uniformi delle norme di comportamento.

Secondo UBS, converrebbe introdurre nella LICol una norma di conflitto, poiché sia la LICol sia la LSF contengono disposizioni in materia di distribuzione. Per garantire la coerenza, i segmenti della clientela della LSF dovrebbero essere ripresi anche nella LICol. In materia di distribuzione di investimenti collettivi a clienti in Svizzera da parte di fornitori esteri, secondo UBS le disposizioni della LICol sarebbero contrarie alla concezione liberale che governa la LSF.

SECA e AIMA propongono rispettivamente di inserire nella cerchia degli investitori qualificati di cui all’articolo 10 capoverso 3 LICol anche le grandi imprese e di abrogare gli articoli 20 – 24 LICol, poiché il loro contenuto sarebbe coperto dalle norme di comportamento previste dalla LSF.