Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/93: 10.417 Iv.pa. Ampliare i diritti delle parti lese nella procedura penale militare · 12 pagine

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Art. 122 cpv. 1 Opposizione

La parte lesa costituitasi accusatore privato può opporsi al decreto d’accusa dell’uditore16. Questo rimedio giuridico17, che permette di respingere in maniera motivata un decreto di accusa, deve continuare ad essere accordato anche ad altri partecipanti alla procedura direttamente interessati alla necessaria salvaguardia dei loro interessi se il decreto d’accusa riguarda le loro pretese civili o può influenzare il giudizio in merito a quest’ultime18.

La procedura del decreto d’accusa della PPM (art. 119–123) si distingue fondamentalmente da quella del CPP (art. 352–356). Le competenze dell’uditore riguardo al decreto d’accusa sono limitate a una pena detentiva di 30 giorni al massimo o eventualmente a una pena pecuniaria di al massimo 30 aliquote giornaliere. Il pubblico ministero per contro può infliggere una pena detentiva fino a sei mesi al massimo o una pena pecuniaria non superiore a 180 aliquote giornaliere. Di conseguenza, vi saranno proporzionalmente più decisioni prese dai tribunali militari nel quadro di procedure penali militari rispetto ai casi sottoposti alla giustizia penale civile. La giustizia militare continua in effetti ad applicare il modello con giudice istruttore, che distingue la funzione del giudice istruttore da quella dell’uditore (incaricato dell’accusa19), mentre la giustizia penale secondo il CPP ricorre ampiamente ai decreti d’accusa20. Questa procedura particolare, sommaria e non pubblica si svolge senza dibattimenti e, per lo più, senza accusatore privato. Conformemente all’articolo 354 capoverso 1 CPP, l’accusatore privato non è (generalmente) legittimato a fare opposizione21.

Art. 133bis (nuovo) Partecipazione dell’accusatore privato e di terzi

L’accusatore privato è convocato al dibattimento. Pur essendo tenuto a comparire, l’accusatore privato può chiedere al presidente del tribunale militare di esserne dispensato se la sua presenza non è necessaria. Chi è colpito da un provvedimento di

16 Cfr. messaggio del Consiglio federale del 21 dicembre 2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, FF 2006 1213.

17 Cfr. Michael Nonn, in: Wehrenberg/Flachsmann/Bertschi/Schmid (ed.), Kommentar zum Militärstrafprozess, Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, N 1 seg. ad art. 122.

18 Cfr. Viktor Lieber, in: Donatsch/Hansjakob/Lieber (ed.), Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung (StPO), Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, N 18 ad art. 105 nonché N 2 ad art. 382 e Goran Mazzucchelli/Mario Postizzi, in: Niggli/Heer/Wiprächtiger (ed.), Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung und Jugendstrafprozessordnung, Basilea 2011, N 5 e 19 ad art. 115 e N 8 ad art. 354.

19 Art. 8 cpv. 3 PPM

20 Per quanto riguarda la frequenza dell’applicazione della procedura del decreto d’accusa si veda Michael Daphinoff, Das Strafbefehlsverfahren in der Schweizerischen Strafprozessordnung, tesi Friburgo 2012, Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, pag. 59 segg. e 749. Secondo la sua stima, il 90 % di tutte le cause penali è liquidato seguendo la procedura del decreto d’accusa.

21 Cfr. Niklaus Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung (StPO), Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, N 6 ad Art. 354; Franz Riklin, in: Niggli/Heer/Wiprächtiger (ed.), Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung und Jugendstrafprozessordnung, Basilea 2011, N 6 e 9 segg. ad art. 354; Christian Schwarzenegger in: Donatsch/Hansjakob/Lieber (ed.), Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung (StPO), Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, N 5 ad art. 354; Michael Daphinoff, Das Strafbefehlsverfahren in der Schweizerischen Strafprozessordnung, tesi Friburgo 2012, Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, pag. 582 segg. nonché le indicazioni date in quest’opera.