Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 111Fedlex · Rapporto esplicativo
sce più rapidamente del PIL, mentre i proventi della tassa sull’energia cresceranno (o diminuiranno) di pari passo con il consumo energetico112. Tuttavia, la crescita del consumo di energia tende a essere meno rapida rispetto alla crescita del PIL113. La Strategia energetica 2050, e in particolare la stessa tassa sull’energia, accentueranno probabilmente questo fenomeno. Durante la fase transitoria le aliquote della tassa sull’energia potrebbero aumentare gradualmente consentendo nello stesso periodo una parziale compensazione o addirittura una sovracompensazione dell’impatto esercitato sui proventi della tassa a seguito della diminuzione del consumo. A lungo termine, tuttavia, si presenterà il problema della neutralità di bilancio.
Questa neutralità di bilancio deve essere garantita a meno che non si tenga conto esplicitamente del fatto che un scostamento da essa è il prezzo da pagare per raggiungere gli obiettivi energetici e ambientali definiti dalla Strategia energetica 2050. Secondo lo scenario POM, nel 2050 la tassa sull’energia produrrebbe un gettito di circa 6 miliardi di franchi (poco più di 3 mia. fr. nel 2020). Supponendo che tale gettito sia ridistribuito per metà sotto forma di diminuzione delle imposte, l’importo ridistribuito equivarrebbe all’incirca al 5 per cento delle entrate attuali della Confederazione (le quali nel 2012 ammontavano a 63 mia. fr.) e quindi, considerata la crescita economica, a meno del 5 per cento delle entrate della Confederazione nel 2050114. Se i proventi della tassa sull’energia registrano una crescita meno rapida rispetto alle riduzioni d’imposta che devono compensare, con il passare del tempo si crea uno squilibrio, poiché il divario tra entrate e perdite da colmare diventa sempre maggiore115. Occorre quindi adottare le misure necessarie per evitare o limitare questo squilibrio budgetario. Se si adottasse, ad esempio, un sistema che a ogni diminuzione delle aliquote o delle imposte limita l’incidenza sul bilancio al 10 per cento degli importi ridistribuiti, lo squilibrio si manterrebbe al di sotto dello 0,5 per cento delle entrate della Confederazione (sempre nello scenario che prevede la ridistribuzione della metà dei proventi della tassa sull’energia). Un simile sistema può dunque rivelarsi utile, anche se è incompleto.
Questa parte si concentra su due canali che si prestano particolarmente come canali di ridistribuzione: i contributi AVS (n. 9.3.2) e l’imposta federale diretta sul reddito delle persone fisiche (n. 9.3.3)116. La neutralità di bilancio è esaminata canale per canale nei numeri che seguono, mentre il numero 9.3.1 propone una soluzione che consentirebbe di garantire la neutralità di bilancio per tutti i canali, prevedendo un adeguamento della quota delle entrate della tassa sull’energia da destinare alla ridistribuzione forfettaria.
112 Se la tassa sull’energia è espressa per unità fisica (ad es. in centesimi al litro) senza indicizzarla all’inflazione, l’evoluzione dei suoi proventi si manterrà al di sotto di quella dei consumi energetici.
113 Dal 1975 i consumi energetici in Svizzera hanno registrato un aumento meno rapido rispetto al PIL. Vedi Consiglio federale (2013).
114 In uno scenario considerato da Ecoplan (2012, pag. 38) il PIL passa dai 543 miliardi del 2008 (valore reale, indice dei prezzi 2010) a 618 miliardi nel 2020 e a 801 miliardi nel 2050. Se le entrate della Confederazione aumentano nella stessa proporzione, nel 2050 i 6 miliardi di proventi previsti per la tassa sull’energia avranno meno peso sulle entrate della Confederazione in confronto al peso che avrebbero rispetto alle entrate attuali.
115 L’entità del deficit dipende dal tasso di crescita dei proventi della tassa sull’energia nonché dalla perdita e dalla durata di questa differenza di crescita. La durata in quanto tale dipende dalla causa di questa differenza di crescita. Se questa differenza è dovuta soltanto all’impatto della tassa sul consumo energetico, una volta che questo impatto si è completamente materializzato la differenza sui tassi di crescita dovrebbe annullarsi e l’incidenza sul bilancio non dovrebbe ulteriormente aggravarsi. Se invece vi sono altre ragioni che determinano una continua separazione tra il consumo energetico e le attività economiche, a lunghissimo termine la parte della perdita colmata con i proventi della tassa sull’energia potrebbe tendere ad annullarsi.
116 Qualora altre tasse o imposte fossero utilizzate come canale di ridistribuzione, per queste tasse e imposte si porrebbe il problema della stabilità della neutralità di bilancio. In tal caso bisognerebbe esaminare se esistono soluzioni analoghe a quelle illustrate nel presente capitolo oppure se occorre cercare soluzioni specifiche.