Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine

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Ripercussioni sulle regioni periferiche

Gli effetti della distribuzione sono stati esaminati anche in modo differenziato per le economie domestiche situate nelle regioni periferiche, negli agglomerati e nei centri urbani. In base alle valutazioni dei rilevamenti dei bilanci delle economie domestiche, effettuati dall’Ufficio federale di statistica per gli anni 2007-2009, secondo Ecoplan (2012) non si registra alcun svantaggio sistematico nelle regioni periferiche. È vero che le economie domestiche situate nelle zone rurali presentano un consumo di carburante maggiore rispetto a quelle situate nelle città o negli agglomerati, per contro registrano un consumo inferiore di gas e olio da riscaldamento.

Ripercussione sui settori

L’analisi delle ripercussioni sui settori mostra chiari effetti strutturali su un minor numero di prodotti/processi di produzione con un’elevata emissione di CO2 e un elevato consumo di energia elettrica (Ecoplan 2012, n. 4.3). Nel quadro di un sistema di incentivazione, questi cambiamenti strutturali sono auspicati. Rapportati al valore di produzione, i settori con

un’elevata emissione di CO2 e un elevato consumo di energia elettrica subiscono una perdita maggiore rispetto allo scenario di riferimento. Le perdite sono subite anche dai settori dell’EU ETS esonerati dalla tassa. Questo è tra l’altro riconducibile a prezzi delle prestazioni anticipate più elevati e alle perdite delle esportazioni. Il settore chimico rappresenta un’eccezione. Un calo della produzione è atteso nei settori tessile, metallurgico e automobilistico.

Beneficerebbero dell’estensione della deroga i settori che all’origine non erano esonerati (Ecoplan 2013, pag. 8 segg.). Per contro, i settori non esonerati dovrebbero sostenere tasse sull’energia più elevate, affinché possano essere ancora raggiunti gli obiettivi di riduzione. Nello studio viene anche rivelato che un’estensione può avere effetti controproducenti. Ciò si verifica se tramite una tassa sull’energia più elevata vengono rincarate le prestazioni anticipate per un settore esonerato sin dall’inizio (Ecoplan 2013, pag. 9).

Il cambiamento della struttura del settore è riconducibile primariamente all’impostazione della tassa sull’energia e alle deroghe. Il tipo di ridistribuzione dei proventi della tassa sull’energia è meno importante. Nel caso di una riduzione significativa dell’imposta federale diretta delle persone giuridiche, soltanto l’industria chimica potrebbe beneficiare della variante di ridistribuzione scelta (Ecoplan 2012, pag. 70).

11.3 Ripercussioni delle varianti sull’economia nazionale

I risultati di Ecoplan si basano sull’ipotesi che per raggiungere gli obiettivi dello scenario POM si introduca una tassa sull’energia sulle emissioni di CO2 di combustibili e carburanti fossili e una tassa sul contenuto energetico dell’energia elettrica. Le aliquote delle tasse sono scelte in modo tale che gli obiettivi possano essere raggiunti unicamente mediante la tassa sull’energia. Di seguito si cerca di stimare approssimativamente, con l’aiuto dei risultati di Ecoplan (2012 e 2013), le ripercussioni sull’economia nazionale di entrambe le varianti di un sistema di incentivazione, presentate nel capitolo 7, che si discostano da questa variante massima teorica.