Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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1,4 milioni di tonnellate di CO2147. Le convenzioni volontarie hanno inoltre consentito di ridurre anche il consumo di elettricità di circa 1,2 TWh148.
Secondo l’approfondita stima delle conseguenze della regolamentazione effettuata da Ecoplan/EBP149, il vantaggio principale delle convenzioni sugli obiettivi è consistito nel trasferimento di conoscenze sull’energia nelle imprese, poiché le convenzioni concluse hanno portato soprattutto a una diffusa introduzione di sistemi di gestione energetica in seno alle imprese, consentendo di rimediare alla mancanza di informazioni e di motivazione e di individuare misure di riduzione. Dalle esperienze maturate con le convenzioni e le proposte sugli obiettivi nel campo del CO2 emerge che per il primo periodo di impegno (2008‒2012) si è osservata la tendenza a fissare obiettivi insufficientemente ambiziosi, ad esempio a causa della variazione del prezzo dell’energia intervenuta tra il 2002 e 2012 e dell’informazione asimmetrica. Una parte considerevole delle misure attuate si fondava dunque su effetti di trascinamento (l’impatto netto sulla percentuale di riduzione ammontava al 40 %). Alla luce delle constatazioni e delle esperienze raccolte, l’elaborazione degli obiettivi per l’esenzione dalla tassa nel secondo periodo di impegno (2013–2020) sarà sistematizzata e le proposte di obiettivo saranno inasprite.
Considerato che la tassa sul CO2 sui vettori energetici fossili è stata introdotta soltanto nel 2008, e data l’aliquota d’imposta modesta applicata fino al 2010, non è ancora possibile formulare ipotesi consolidate circa l’impatto ambientale della tassa e dell’esenzione.
Secondo una stima della SECO non si sa con certezza se l’impatto degli obblighi di riduzione finora osservato si potrà rilevare anche in futuro. Se, come indicato da Ecoplan/EBP,
l’impatto finora osservato è dovuto soprattutto alla sensibilizzazione delle imprese al problema dei gas serra e alle questioni energetiche e all’introduzione di sistemi di gestione energetica150, ci si dovrebbe aspettare che si tratti di un effetto unico, facilmente ottenibile (effetto del «low hanging fruit», ossia del frutto sul ramo più basso) che non si ripeterà nelle stesse proporzioni.
Alla luce delle constatazioni e delle esperienze finora raccolte, l’elaborazione degli obiettivi per il secondo periodo di impegno (2013-2020) è stata comunque sistematizzata e le relative proposte sono state inasprite. Inoltre, per il secondo periodo di impegno sono stati depositati obiettivi di riduzione assoluti. Poiché l’economicità delle misure rappresenta ancora
un’istantanea che muta con l’andar del tempo, l’UFAM stima che l’identificazione delle misure economicamente sopportabili non costituisca necessariamente un effetto unico, facilmente ottenibile.
147 Impatto cumulato di tutte le misure incluse nel monitoraggio dell’AenEc dal 2001: 1,43 milioni di tonnellate di CO2, di cui 1,36 milioni sui combustibili e 0,7 milioni sui carburanti – rispetto all’evoluzione che si sarebbe registrata senza condizionamenti. Rispetto al 1990, la riduzione assoluta delle emissioni nel 2011 corrisponde all’incirca a 1 milione di tonnellate di CO2. Fonte: AenEc, Zahlen und Fakten 2011.
148 AenEc, Zahlen und Fakten 2011.
149 Ecoplan/EBP, Volkswirtschaftliche Massnahmenanalyse zur Energiestrategie 2050 (Analisi economica delle misure relative alla Strategia energetica 2050, disponibile solo in tedesco), su incarico della SECO (la versione definitiva è attualmente in fase di redazione). La base di dati si fonda perlopiù, oltre che sull’analisi di documenti, su colloqui con esperti.
150 Ecoplan/EBP, Volkswirtschaftliche Massnahmenanalyse zur Energiestrategie 2050 (Analisi economica delle misure relative alla Strategia energetica 2050, disponibile solo in tedesco), su incarico della SECO (la versione definitiva non è ancora disponibile).