Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 30Fedlex · Rapporto esplicativo
Efficienza sul versante della ridistribuzione
La ridistribuzione delle entrate della tassa sull’energia tramite la riduzione di altre imposte e tasse favorisce la crescita e diminuisce le distorsioni o perlomeno compensa parzialmente l’impatto negativo della tassa sull’energia sul PIL. La riduzione di imposte e tasse può ripercuotersi positivamente anche sull’occupazione10. Le distorsioni generate dalle imposte o dalle tasse che finanziano i sussidi non sono invece compensate allo stesso modo né totalmente né parzialmente. Ciò causa ulteriori distorsioni del sistema di promozione, dovute in questo caso al necessario controfinanziamento.
La tassa sull’energia sarebbe ancora più efficiente se non si dovessero concedere deroghe alle imprese la cui competitività nei confronti della concorrenza estera risulta minacciata dalla tassa. La tassa sull’energia ha inoltre un effetto regressivo, ovvero grava in modo relativamente significativo le economie domestiche con reddito basso rispetto a quelle con reddito elevato e questo perché, in linea di massima, le economie domestiche con reddito basso usano una cospicua parte del loro budget per i prodotti dell’energia. Gli effetti regressivi della distribuzione possono essere compensati ridistribuendo adeguatamente le entrate della tassa sull’energia (vedi cap. 6). Non si deve dimenticare che anche le misure di promozione e altri strumenti hanno effetti distributivi11. Tuttavia, essi sono meno percettibili di quelli di una tassa sull’energia. Non è possibile effettuare nessun’altra compensazione simile a quella realizzabile con il gettito della tassa sull’energia.
Le misure di promozione statali sono parzialmente giustificabili a medio e lungo termine12. Le esternalità positive della ricerca e dello sviluppo possono essere sostenute da sussidi e la previsione incompleta a lungo termine degli operatori economici giustifica l’imposizione di norme energetiche rigorose per ottenere un permesso di costruzione. Anche le disfunzioni del mercato comprometterebbero il buon funzionamento della tassa sull’energia. Pertanto, se colui che decide non è colui che paga (ad es. nella relazione tra proprietario e inquilino)
l’efficienza della tassa può risultare limitata. Nei settori in cui si presenta questa situazione e non è possibile eliminare le disfunzioni del mercato in questione, oltre ad introdurre la tassa può essere necessario adottare altri strumenti.
Errori frequenti al momento del confronto tra la tassa sull’energia e altri strumenti
Al momento del confronto tra la tassa sull’energia e altri strumenti vengono spesso commessi due errori.
Il primo errore consiste nel non applicare il medesimo obiettivo ai diversi strumenti a confronto. A parità di tutte le altre circostanze, più gli obiettivi energetici e ambientali sono ambiziosi e più i costi sono elevati. Il confronto tra i diversi strumenti deve avvenire prendendo in con-
10 Per quanto riguarda le ripercussioni economiche delle diverse varianti di impiego si vedano i cap. 6 e 11.
11 Ecoplan & Ernst Basler+Partner (2013, pag. 52), uno studio realizzato su mandato della SECO tratta tra l’altro gli effetti distributivi di alcuni sussidi e conclude affermando che i piccoli utilizzatori di energia elettrica, ovvero le economie domestiche, gli esercizi commerciali e le imprese con un consumo di energia inferiore a 100 MWh/anno sono particolarmente interessati dalle previste modifiche della RIC. Poiché dipendono dal servizio universale, questi non possono fruire dell’effetto di riduzione dei prezzi del mercato dell’elettricità. Inoltre non possono essere esonerati dal pagamento del supplemento rete.
12 Vedi anche INFRAS/BSS/WWZ/INTERFACE (2013, pag. 11): nell’ambito di uno studio si è analizzato in quali casi può essere evidenziata l’efficacia dell’impiego di strumenti di promozione. Una giustificazione si trova soprattutto nell’ambito dello sviluppo tecnologico, in particolare per evitare gli effetti lock in e i problemi di hold up nonché per tenere conto dell’effetto spillover nella ricerca e nello sviluppo.