Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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In alcuni Paesi, la base di calcolo è stata estesa e copre attualmente un numero maggiore di vettori energetici e/o un maggior numero di utenti (gruppi): ciò vale per l’Irlanda, la Danimarca e i Paesi Bassi.
4.1.3 Aliquote della tassa
Dal punto di vista della politica climatica, un tassa sull’energia dovrebbe idealmente essere applicata nella stessa misura a tutti i vettori energetici (fossili) impiegati in tutti i settori
dell’economia, con aliquote uniformi calcolate in base al CO2 emesso dal vettore energetico. Di conseguenza, il calcolo dovrebbe essere effettuato conformemente a criteri tecnici (vedi n. 5.1.1 e 5.1.2).
Le tasse sul consumo dell’energia elettrica incentivano un consumo parsimonioso
dell’energia e l’incremento dell’efficienza energetica (vedi n. 5.1.1.3).
Dall’analisi delle aliquote delle tasse dei Paesi in questione emerge che nella prassi si deroga a questo ideale teorico e le aliquote vengono determinate in base a criteri non soltanto tecnici, ma anche di opportunità politica (IEEP 2013a, pag. 9). Le aliquote della tassa sul CO2 e delle tasse sull’energia variano notevolmente a seconda del vettore energetico e del Paese.
Per quanto concerne le tasse esplicite sul CO2 applicate a combustibili e carburanti, le aliquote più elevate si rilevano in Svezia (115 EUR/t CO2) e per alcuni vettori energetici in Norvegia (53 EUR/t CO2 per la benzina) e Finlandia (60 EUR/t CO2 sui carburanti per il trasporto in generale)19 . Le aliquote medie ammontano a 20‒30 euro per tonnellata di CO2. Paesi con tasse di questa entità sono in particolare Australia, Columbia Britannica, Danimarca, Norvegia (diesel), Finlandia (olio da riscaldamento), Irlanda (carburanti, oli pesanti e gasolio, gas liquido e gas naturale) e Svizzera (combustibili). In Gran Bretagna e, per quanto concerne i combustibili solidi, in Irlanda (ad es. carbone o torba) sono applicate aliquote relativamente basse, che variano tra 6 e 18 euro per tonnellata di CO2 . Vi sono inoltre tasse in base al contenuto energetico, ad esempio in Danimarca e Finlandia. Nel caso di una tassa sull’elettricità commisurata al consumo, i vettori energetici impiegati per la produzione di corrente vengono perlopiù esentati da tasse sul CO2 e sull’energia. Una tassa di questo tipo viene applicata in Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Gran Bretagna. Le aliquote delle tasse ammontano, secondo il Paese, a circa 2‒11 centesimi di euro per chilowattora.
Nell’UE non sussiste finora alcun obbligo di riscuotere tasse sul CO2 e non sono state fornite indicazioni sull’ammontare minimo di una simile tassa. Tuttavia, nell’ambito della revisione della Direttiva sulla tassazione dell’energia si sta discutendo la proposta di introdurre una tassazione che tenga conto del contenuto di CO2 dei vettori energetici20.
Nel confronto tra le aliquote dei diversi Paesi occorre considerare la diversa base di calcolo, per cui l’entità assoluta di una tassa riscossa su un vettore energetico è scarsamente indicativa. Inoltre, tutti gli Stati esaminati riscuotono (oltre alle tasse sull’energia summenzionate)
19 Con tasse esplicite sul CO2 si intendono tasse che (rispetto alla classica tassa sugli oli minerali) vengono esplicitamente riscosse come tali e che servono, perlopiù, a uno scopo di incentivazione.
20 COM (2011) 169 definitivo del 13 aprile 2011; http://www.euractiv.de/energie-und-klimaschutz/artikel/co2- steuer-renaissance-einer-alten-idee-007241.