Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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Paesi esaminati.
Oltre alla ridistribuzione mediante riduzione di tasse e imposte, molti Stati impongono una destinazione vincolata di una parte dei proventi per la promozione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, mediante investimenti sovvenzionati a imprese industriali (ad es. Danimarca) o programmi di incentivazione statali (ad es. Germania, Irlanda, Paesi Bassi,
Norvegia, Gran Bretagna).
4.1.6 Impatto
Emissioni di CO2 ed efficienza energetica
Per quanto concerne le ripercussioni ambientali, gli studi elaborati dall’IEEP mostrano che le tasse sul CO2 combinate con i modelli di imposizione dell’energia esistenti nei Paesi considerati hanno contribuito alla riduzione delle emissioni di CO2 e del consumo di combustibili e carburanti fossili (IEEP 2013, pag. 60). Calcolare il contributo concreto delle tasse sul CO2 e sull’energia alla riduzione delle emissioni rilevata comporta notevoli difficoltà e i risultati variano fortemente tra i diversi Paesi. Nell’insieme, è tuttavia possibile affermare che le tasse, nei Paesi considerati, hanno fatto sì che le emissioni e il consumo fossero ridotti fino a un punto percentuale l’anno. In Danimarca, ad esempio, il totale delle emissioni di CO2 registra una riduzione del 24 per cento nel periodo tra il 1990 e il 2001. Questa riduzione non è però causalmente riconducibile alla tassa. Nell’ambito dello studio COMETR per sette Paesi dell’UE (Andersen et al 2007) si rileva che le riduzioni più elevate delle emissioni di CO2 sono state registrate dove sono in vigore le aliquote della tassa maggiori, vale a dire in Finlandia e Svezia con circa il 6-7 per cento di riduzione (differenza stimata rispetto a uno scenario di riferimento senza tassa sull’energia nel 2012). Nei casi esaminati dall’IEEP, il contributo delle tasse di incentivazione alla riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al livello di partenza è nettamente più basso. In ogni caso le riduzioni delle emissioni finora raggiunte vengono considerate dall’IEEP relativamente modeste e insufficienti per la realizzazione degli obiettivi di politica climatica a lungo termine (IEEP 2013, pag. 61). Occorre notare che nel confronto dell’efficacia delle tasse di incentivazione esplicite l’entità delle aliquote della tassa non può essere considerata isolatamente. Le ripercussioni sull’ambiente dei sistemi d’imposizione implementati dipendono in misura altrettanto significativa da altre imposte riferite al clima e all’energia, dall’organizzazione concreta del sistema d’imposizione (deroghe) e in particolare dal potenziale di efficienza energetica e dall’intensità delle emissioni di CO2 di un’economia. In questo, gli effetti parzialmente limitati delle tasse sull’energia sono correlati, in particolare, a deroghe molto elastiche.
Ripercussioni economiche e sociali
Come nel caso dell’impatto ambientale, anche l’analisi delle ripercussioni economiche delle tasse sull’energia è legata a grandi difficoltà e incertezze. L’attendibilità di studi che valutino questi effetti è pertanto limitata, anche per quanto concerne i cosiddetti studi ex post, che analizzano gli effetti dopo l’introduzione della tassa sull’energia.
Le analisi effettuate dagli studi sulle esperienze internazionali nell’ambito delle tasse
sull’energia presentano per quanto attiene alle conseguenze economiche di queste tasse risultati contrastanti: gli effetti sulla crescita economica sono leggermente positivi per alcuni