Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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5.1.1.2 Carburanti
Attualmente non viene riscossa una tassa sui carburanti fossili. Durante il dibattito sulla revisione totale della legge sul CO2, nel mese di dicembre del 2011 il Parlamento ha deciso di non attribuire al Consiglio federale la competenza di introdurre una tassa sul CO2 sui carburanti se gli obiettivi sul CO2 non fossero raggiunti. In questo ampio rapporto si deve esaminare tuttavia la possibilità di introdurre una tassa sull’energia applicata ai carburanti.
Un possibile approccio consisterebbe nel tassare carburanti e combustibili allo stesso modo: la stessa tassa per tonnellata di CO2 e la stessa tassa per unità di energia se viene mantenuta l’opzione di una tassa dei combustibili in funzione del contenuto energetico. La questione è sapere se i carburanti devono davvero essere tassati come i combustibili30.
Per quanto concerne l’introduzione di una tassa sulla parte relativa all’energia valgono le stesse conclusioni tratte per i combustibili. Rispetto a una tassa solo sulla parte relativa al CO2, l’introduzione di una tassa sulla parte relativa all’energia tendenzialmente discriminerebbe i carburanti a bassa intensità di CO2, ma ha il vantaggio di permettere una migliore gestione del raggiungimento dei due obiettivi di riduzione del consumo di energia e delle emissioni di gas serra. Nel caso dei carburanti esiste un motivo in più per tassare anche il contenuto energetico: evitare un conflitto con la tassa sul traffico pesante (vedi n. 9.1).
Se attualmente non esiste una tassa sul CO2 applicata ai carburanti, sono per contro riscosse diverse imposte sul trasporto su strada. In particolare l’imposta sugli oli minerali per i carburanti è molto più elevata di quella per i combustibili (vedi cap. 9). Per i carburanti si pagano oltre 73 centesimi al litro (supplemento fiscale incluso), mentre l’olio da riscaldamento è tassato a poco meno di 10 centesimi al litro (tassa sul CO2 inclusa)31. Occorre tuttavia tenere presente che i trasporti implicano costi supplementari rispetto al riscaldamento. In particolare bisogna costruire e mantenere una rete stradale. D’altronde la maggioranza dei proventi dell’imposta sugli oli minerali è utilizzata per finanziare queste infrastrutture. Secondo il conto stradale svizzero 2010 le spese attribuibili all’infrastruttura stradale sono comunque coperte in ragione del 115 per cento dagli utenti della strada32. Tuttavia, in questo calcolo non si tiene conto delle esternalità. Inoltre, esternalità comuni con il riscaldamento, ad esempio le emissioni di CO2 e l’inquinamento dell’aria, i trasporti motorizzati, compresi i trasporti stradali,
presentano certe esternalità supplementari: incidenti stradali, rumore, costi legati alla congestione del traffico. D’altra parte saranno necessari consistenti nuovi investimenti nelle infrastrutture stradali.
Il turismo del pieno costituisce un’altra differenza che potrebbe giustificare una tassa
sull’energia diversa per combustibili e carburanti. I consumatori di combustibili non possono evitare la tassa, mentre gli automobilisti che abitano vicino al confine e quelli in transito possono riempire il serbatoio all’estero (l’incentivo a farlo dipende dalla differenza del prezzo del
30 Inoltre, la questione della tassazione della biomassa si pone anche per i combustibili, tuttavia con una sfumatura: l’impiego di biocarburante è contestato a causa della concorrenza con la produzione di alimenti.
31 Il 26 giugno 2013 il Consiglio federale ha proposto di aumentare il supplemento fiscale sugli oli minerali da 12 a
15 centesimi al litro. Ha anche proposto di adeguarlo periodicamente al rincaro. Link alla pagina del DATEC: http://www.uvek.admin.ch/dokumentation/00474/00492/index.html?lang=fr&msg-id=49444 .
32 Vi può essere anche una motivazione sociale per il fatto che i carburanti sono tassati più dei combustibili: è vero che la mobilità è importante per tutti, ma è un lusso rispetto alla possibilità di riscaldarsi. Tuttavia, nella misura in cui la tassa sull’energia si ridistribuisce in modo neutro in termini di distribuzione del reddito, questa preoccupazione sociale non può giustificare che un vettore energetico sia meno tassato di un altro.