Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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carburante in Svizzera e all’estero). Ciò ridurrebbe i proventi dell’imposta sugli oli minerali come indicato al numero 9.2.1. Per quel che riguarda gli obiettivi di politica energetica e climatica occorre tenere in considerazione il fatto che il carburante acquistato all’estero non è contabilizzato come consumo di energia in Svizzera e nemmeno le relative emissioni di CO2. La tassa sull’energia non è certo pagata, ma l’effetto incentivante si ottiene attenendosi a un concetto puramente contabile: diminuzione del consumo di energia e delle emissioni di CO2 contabilizzate per la Svizzera33. Tuttavia, questo concetto puramente contabile può essere troppo severo. Inoltre, l’impatto della Svizzera sul clima in realtà non viene ridotto se automobilisti svizzeri riempiono i loro serbatoi all’estero. Riscuotere la tassa sull’energia sul traffico stradale in base ai chilometri percorsi o per tonnellata / chilometro, in modo simile alla tassa prelevata sul traffico pesante, risolverebbe questo problema. L’accordo tra la Svizzera e l’UE sui trasporti terrestri sarebbe tuttavia applicato a questa tassa e ne limiterebbe
l’importo per il traffico pesante nord-sud (vedi n. 9.1). Vi sono dunque tre argomenti a favore di una tassa diversa per i combustibili e per i carburanti. Due a favore di una tassa inferiore per i carburanti: le tasse esistenti nella misura in cui eccedono quanto è giustificato per il finanziamento delle infrastrutture stradali e il turismo del pieno. Esternalità più elevate sono per contro a favore di una tassa più elevata per i carburanti, ma si tratta di tipologie di esternalità che non sono tenute in considerazione per il calcolo della tassa sull’energia.
5.1.1.3 Elettricità
Conformemente alla legge e all’ordinanza sull’energia, attualmente viene riscosso un supplemento sui costi di trasporto delle reti ad alta tensione presso i gestori di rete per finanziare il ritiro a copertura dei costi dell’elettricità prodotta da energie rinnovabili («rimunerazione a copertura dei costi»). Al momento questo supplemento ammonta a 0,45 centesimi per chilowattora. A livello di riscossione, l’opzione di base consisterebbe semplicemente
nell’aumentare l’aliquota di questa tassa. La tassa sarebbe quindi fissata in funzione del contenuto energetico, in centesimi per kWh, indipendentemente dal modo in cui l’elettricità è stata prodotta.
Di seguito vengono discussi tre punti. In primo luogo, si prende in esame la questione di sapere se occorre tassare in modo differenziato o addirittura esonerare le (nuove) energie rinnovabili. In secondo luogo, ci si chiede se bisogna tassare l’elettricità a livello di consumatore, di immissione dell’elettricità in rete o di energia primaria. Il terzo punto concerne la tassazione dell’elettricità fornita a partire da energia fossile.
Tassazione differenziata delle energie rinnovabili
La decisione di abbandonare il nucleare si basa sulla percezione che sono preferibili altre tecnologie. Ciò potrebbe giustificare una tassazione maggiore dell’elettricità di origine nucleare di quella di origine rinnovabile34. Tuttavia, non è necessaria una tassazione differenziata
33 Un problema simile si pone se la tassa sull’energia portasse alla sostituzione di prodotti svizzeri con prodotti esteri la cui fabbricazione implica un consumo di energia e delle emissioni di CO2 non contabilizzate in Svizzera benché questi prodotti siano utilizzati in Svizzera (cfr. n. 5.2).
34 Se viene mantenuta l’opzione di una tassazione differenziata dovrebbero essere definite delle modalità. Ad esempio le grandi dighe (> 10 MW) dovrebbero beneficiare delle stesse condizioni delle altre energie rinnovabili? La tassazione differenziata deve implicare un’esenzione o soltanto una riduzione della tassa per le energie rinnovabili?