Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/12: Rapporto sull'efficacia 2012-2015 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni · 273 pagine

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Rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni

no la maggiore volatilità dei pagamenti, che complica la pianificabilità finanziaria dei Cantoni finanziariamente deboli, e l’eccessiva dotazione, per cui la dotazione minima viene sistemati- camente superata e ciò va contro il principio di un impiego efficiente dei mezzi finanziari.

La definizione di un «tasso di prelievo» fisso ogni quattro anni comporterebbe un cambia- mento fondamentale del sistema solo a pochi anni dall’entrata in vigore della NPC. Confor- memente alle disposizioni vigenti, la dotazione dei fondi perequativi rientra nelle decisioni discrezionali delle Camere federali. Nel modello alternativo, il Parlamento definirebbe ogni quattro anni un tasso di prelievo fisso determinando quindi la dotazione della perequazione delle risorse soltanto indirettamente. C’è il rischio che in tal modo la possibilità di controllo della perequazione finanziaria a livello di politica finanziaria diminuisca. Non è possibile esclu- dere l’eventualità che dopo quattro anni si renda necessario un adeguamento più significativo del tasso di prelievo e che la politica si opponga a tale adeguamento, in particolare a causa dell’assenza di criteri chiari. Inoltre fissando la quota della perequazione orizzontale delle ri- sorse al livello minimo previsto dalla Costituzione si effettuerebbe un trasferimento degli oneri dai Cantoni alla Confederazione che non potrebbe essere giustificato oggettivamente. Infine il problema della «responsabilità solidale» non è drammatico. La quantità non ha un’impor- tanza decisiva e, per di più, in caso di un aumento o di una diminuzione dell’indice delle risor- se di un grande Cantone il sistema genera un effetto simmetrico.

La valutazione del secondo quadriennio ha mostrato che l’obiettivo della garanzia di una dotazione minima nei Cantoni finanziariamente deboli è stato ampiamente superato, ovvero in questo lasso di tempo sarebbe stato possibile raggiungere l’effetto di compensazione au- spicato anche con una minore dotazione della perequazione delle risorse. Tuttavia, ciò non può indurre a concludere che il sistema sia di per sé inefficiente. In un caso del genere la legislazione prevede che l’efficienza della perequazione delle risorse debba essere migliorata mediante una riduzione della dotazione per il prossimo quadriennio. Alla luce di quanto espo- sto non si rende necessario alcun cambiamento fondamentale del sistema della perequazione delle risorse. A parere del Consiglio federale un cambiamento di base già dopo il secondo quadriennio andrebbe preso in considerazione soltanto se nel sistema esistente sono presenti lacune funzionali gravi e manifeste. Dalla presente valutazione globale non emerge alcuna lacuna simile. Il Consiglio federale ritiene pertanto che la riduzione del contributo di base del- la perequazione delle risorse proposta al numero 9.1 sia la misura più efficace per rispondere alle richieste dei rappresentanti dei Cantoni finanziariamente forti.

Pareri divergenti in seno al gruppo di studio

Posizione dei rappresentanti dei Cantoni finanziariamente forti

I rappresentanti dei Cantoni finanziariamente forti nel gruppo di studio danno al modello alternativo illustrato al numero 8 una valutazione diversa da quella del Consiglio federale esposta più sopra.

In riferimento alla proposta del versamento lineare con fascia neutra occorre riconoscere la problematica di base dell’attuale perequazione delle risorse, ovvero che i Cantoni finanziaria- mente deboli ricevono versamenti che superano, già prima della perequazione, la dotazione minima auspicata di 85 punti dell’indice delle risorse. Questi versamenti ai Cantoni quasi fi- nanziariamente forti ammontano nel 2012 a oltre 200 milioni di franchi l’anno. Ciò va contro