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Consultazione 2014/155: Revisione in materia di radioprotezione · 155 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 17Fedlex · Rapporto esplicativo
non diversamente prescritto per le attività con acceleratori di particelle impiegati in medicina, continuano a valere le condizioni già previste.
Art. 31 Entrata in vigore
Aggiornamento.
Allegato 1: Definizioni
Sono state elencate unicamente le nozioni modificate.
Manutenzione/revisione
La manutenzione/revisione viene separata dall’esame dello stato.
Esame dello stato
L’esame dello stato avviene nell’intervallo previsto, sempre al termine della manutenzione. Non dev’essere eseguito obbligatoriamente dopo ogni manutenzione, in quanto gli intervalli per la manutenzione possono essere più ravvicinati di quelli per l’esame dello stato.
Allegato 2: Basi di calcolo
Le basi di calcolo valgono per gli acceleratori classici, da impiegare se possibile per analogia anche per innovazioni tecniche o applicazioni speciali.
Si riferiscono in ampia misura alla norma DIN 6847-2:2008-09.
Questa norma DIN si trova in fase di rielaborazione (bozza del 2012-10). Le nuove nozioni che contiene, come per esempio il carico di esercizio adeguato in caso di esercizio a turni o in caso di impiego di tecniche speciali come IMRT o VMAT sono state recepite nell'OrAc, purché siano adeguate alla realizzazione dello scopo normativo di questa ordinanza.
Nell’intero allegato la nozione di «raggi X» è stata sostituita dalla nozione di «radiazione fotonica», corretta sotto il profilo fisico. Di seguito vengono elencati unicamente i punti modificati.
1 Dati di esercizio
1.2 Dose di base W (carico di esercizio)
Il valore minimo della dose di base è applicabile unicamente ad acceleratori non utilizzati su più turni. In caso di diversa e maggiore utilizzazione dell’acceleratore, la dose di base dev’essere aumentata di conseguenza.
Qualora siano utilizzate tecniche speciali come IMRT o VMAT per un’irradiazione, vengono irradiate nettamente più unità monitor rispetto alle tecniche convenzionali a dose assorbita costante nella distanza di riferimento. Pertanto, per il calcolo occorre aumentare la dose di base.
1.3 Fattore di permanenza T
Se per un luogo da proteggere viene applicato un fattore di permanenza di T = 0,2 (e questo può verificarsi unicamente all’esterno della zona sorvegliata), bisogna calcolare un vincolo per la dose ambientale Hw di 0,02 mSv/settimana. La combinazione di T = 0,2 e della dose ambientale di 0,1 mSv/settimana non è accettata, in quando con un fattore di permanenza ridotto si tiene già conto del fatto che nessuna persona si trattiene a lungo nel luogo da proteggere.
2 Componenti della radiazione
2.1 Componenti determinanti della radiazione
Nel caso di radiazioni neutroniche, secondo il numero 3 d’ora innanzi per il calcolo occorrerà tenere conto unicamente della radiazione neutronica diretta e di quella diffusa, conformemente alla prassi corrente.
3 Metodi di calcolo
In caso di interazione contemporanea di diverse componenti della radiazione nello stesso luogo, si stabilisce che non devono essere superati i vincoli tenendo conto di tutte le componenti della radiazione e di tutte le sorgenti radioattive.