Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/158: Disposizione costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia · 43 pagine
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Disposizione costituzionale su un sistema dincentivazione nel settore del clima e dellenergia
2.2 Perché passare dal sistema di promozione a quello d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia
Le misure previste di promozione e regolamentazione nell’ambito del primo pacchetto di misure della SE 2050 possono produrre effetti già a breve termine, essendo attuabili in modo relativamente rapido. Tuttavia, a medio e lungo termine le tasse d’incentivazione sono strumenti di economia di mercato che presentano vantaggi rispetto alle misure di promozione e regolamentazione. In primo luogo, le tasse d’incentivazione consentono generalmente di raggiungere gli obiettivi energetici e climatici a costi più bassi per l’e- conomia nazionale rispetto alle misure di promozione o alle prescrizioni. L’indicazione di segnali di prezzo corretti tramite le tasse d’incentivazione tiene conto del principio di casualità. La popolazione e le imprese sono così spinte a considerare i costi effettivi delle loro azioni nelle decisioni di consumo e produzione. Le tasse d’incentivazione rendono più care le attività che hanno un impatto ambientale diretto o indiretto tramite il consu- mo energetico e delle risorse. In secondo luogo, il cambiamento dei relativi prezzi lascia la libertà alle economie domestiche e alle imprese di adeguare il proprio comportamento laddove sia possibile al minor costo. Inoltre, gli incentivi in fatto di prezzi incoraggiano a cercare continuamente nuove e ancor più efficaci possibilità per ridurre le emissioni e il consumo di energia. Ciò genera stimoli innovativi dinamici, poiché conviene investire nelle tecnologie che risparmiano energia e riducono le emissioni. L’impiego delle tasse d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia favorisce inoltre il cambiamento strutturale auspicato verso un’economia nazionale che fa un uso meno intenso e più efficiente dell’energia.
Inoltre, le tasse d’incentivazione risultano vantaggiose perché non generano effetti di trascinamento. Con le misure di promozione esiste sempre il pericolo che i contributi siano impiegati sebbene il comportamento auspicato – ad esempio il risanamento ener- getico dell’involucro degli edifici – sarebbe avvenuto anche senza la promozione statale («effetto di trascinamento»). La promozione dell’efficienza energetica tramite regola- mentazione o misure di promozione può inoltre avere l’effetto indesiderato di stimolare un maggior consumo, spesso definito «effetto rebound». Al contrario, aumentando il prezzo dell’energia, le tasse d’incentivazione favoriscono un uso più parsimonioso dei combustibili fossili e dell’energia elettrica.
Un ulteriore vantaggio delle tasse d’incentivazione consiste nella possibilità di compen- sare gli effetti distributivi regressivi, ad esempio tramite una ridistribuzione pro capite alla popolazione del prodotto delle tasse.
Sebbene le spese di esecuzione per la riscossione delle tasse e la ridistribuzione del pro- dotto siano relativamente contenute, la trasparenza per l’economia e la popolazione è comunque elevata.
2.3 Necessità di legiferare a livello costituzionale
Il passaggio da un sistema di promozione (fondato sul sovvenzionamento) a un sistema d’incentivazione con tasse sul clima e sull’elettricità costituisce un cambiamento impor- tante a livello istituzionale e fiscale. L’inserimento del principio delle tasse d’incentivazio- ne nella Costituzione gli conferisce una legittimità democratica.
La disposizione costituzionale prevista lascia al legislatore un margine di manovra suffi- ciente per concretizzare le tasse sul clima e sull’elettricità e garantisce una fase di transi- zione flessibile tra il sistema di promozione e il sistema d’incentivazione.