Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/164: Ratifica del Protocollo addizionale alla Carta europea dell'autonomia locale sul diritto di partecipare agli affari delle collettività locali · 7 pagine

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1.4 Valutazione

I tre pilastri delle attività del Consiglio d’Europa sono l’impegno a favore dei diritti dell’uomo, dello Stato di diritto e della democrazia. Il Protocollo addizionale è l’unico strumento giuridicamente vincolante del Consiglio d’Europa nell’ambito della democrazia partecipativa. Conferisce una forma giuridicamente vincolante all’impegno pluriennale del Consiglio d’Europa nel settore della democrazia locale e completa la Carta europea dell’autonomia locale con il diritto dei cittadini a partecipare agli affari pubblici. Tutti gli Stati europei hanno riconosciuto che tale diritto è essenziale per il funzionamento di una democrazia.

Il Protocollo addizionale concerne una materia di competenza cantonale. Per la ratifica è quindi fondamentale il sostegno dei Cantoni. Un argomento a favore del Protocollo addizionale è il fatto che, secondo il Consiglio federale, la Svizzera già soddisfa gli standard del Protocollo addizionale. Il nostro Paese condivide l’obiettivo di promuovere la partecipazione agli affari pubblici a livello locale. La ratifica svizzera accrescerebbe l’importanza del Protocollo addizionale; contribuirebbe al rafforzamento della democrazia sul piano internazionale e in particolare delle attività del Consiglio d’Europa in questo importante settore; permetterebbe inoltre al nostro Paese di affermarsi maggiormente a livello internazionale nell’ambito della democrazia. Non vi sono motivi per un’ulteriore astensione.

Divenendo membro a pieno titolo del Consiglio d’Europa, la Svizzera si è impegnata a collaborare in buona fede ed efficacemente all’attuazione dei compiti nel settore dei diritti

dell’uomo, della democrazia e dello Stato di diritto. Si è dichiarata disposta ad aderire, per quanto possibile, alle convenzioni del Consiglio d’Europa e, in tale contesto, partecipa attivamente alla loro elaborazione.

Per la Svizzera, non si tratta di ratificare tutte le convenzioni unicamente per conformarsi a una prassi generale, ma piuttosto di esaminare, caso per caso, se la ratifica è giustificata ai fini dell’interesse nazionale, di una cooperazione europea reale ed efficace, della solidarietà con gli altri Stati membri del Consiglio d’Europa. Nel contempo, non vanno persi di vista l’evoluzione del diritto internazionale e il rispetto del federalismo.

Pur considerando questi fattori nella sua politica in materia di adesione agli accordi internazionali, la Svizzera si sforza di adottare un atteggiamento di grande apertura nei confronti delle convenzioni nel loro complesso, incluse quelle del Consiglio d’Europa (cfr. il Decimo rapporto sulla posizione della Svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d’Europa, del 27 feb. 2013, FF 2013 1841, 2153 seg.).

La ratifica del Protocollo addizionale soddisfa questi criteri e contribuisce a rafforzare i legami della Svizzera con gli altri Stati e la sua posizione in seno alle istituzioni multilaterali. Per tali ragioni, il Consiglio federale la ritiene opportuna, tanto più che il nostro Paese già soddisfa i requisiti del protocollo e molti Stati l’hanno ratificato o firmato.

2 Commento ai singoli articoli del Protocollo addizionale

2.1 Preambolo

Il breve Preambolo ricorda i motivi della stesura del Protocollo addizionale. Come il Preambolo della Carta europea dell’autonomia locale, il terzo paragrafo del Protocollo addizionale ricorda che il diritto dei cittadini a partecipare alla gestione degli affari pubblici è un principio democratico comune a tutti gli Stati europei. Il riferimento alla Convenzione del Consiglio d’Europa sull’accesso ai documenti pubblici (STE 205; non firmata dalla Svizzera), nel sesto comma, mira a porre l’attenzione sullo stretto legame tra detta Convenzione e il Protocollo addizionale (cfr. a riguardo il seguente n. 2.3 in relazione all’art. 2 par. 2). La Dichiarazione e il Piano d’azione del terzo Vertice dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio d’Europa, citati nel settimo comma, contengono in particolare la dichiarazione d’intenti dei Capi di Stato e di Governo d’intensificare i lavori nel settore della democrazia e, se necessario, sviluppare norme a tale proposito (n. 3 della Dichiarazione; n. 3 del Piano d’azione; consultabili

all’indirizzo Internet http://www.coe.int/t/dcr/summit/default_IT.asp? > Dichiarazione finale).