Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/56: Riforma parziale della legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (riforma delle PC) · 86 pagine

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solo con un sistema di prestazioni sociali complementari che garantisse un reddito minimo alle persone che si trovavano nelle condizioni sociali peggiori. Di conseguenza fu elaborata una legge sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (LPC)7, che entrò in vigore il 1° gennaio 1966. La legge si prefiggeva di garantire un determinato minimo vitale ai beneficiari di una rendita dell'AVS o dell'AI o di un assegno per grandi invalidi dell'AI.

Il sistema fu impostato in modo tale che, in base alle disposizioni previste, i Cantoni non erano tenuti a versare PC, ma ricevevano sussidi se lo facevano. Inoltre, quelli che avessero deciso di non versare PC non solo non avrebbero beneficiato di questi sussidi, ma avrebbero anche perso quelli previsti fino a quel momento per le prestazioni supplementari fornite per la previdenza per la vecchiaia e per i superstiti8. Tali incentivi si dimostrarono efficaci: a solo un anno dall'entrata in vigore della LPC, tutti i Cantoni avevano introdotto le PC9. L'emanazione delle disposizioni materiali relative al versamento delle PC era di competenza dei Cantoni, che da un lato dovevano rispettare i requisiti legali minimi se volevano beneficiare dei sussidi federali, e dall'altro avevano la facoltà di prevedere prestazioni più generose.

Inizialmente, l'importo delle PC corrispondeva alla media dei valori estremi dei sistemi assistenziali cantonali, che si situavano nella fascia di importi previsti per il minimo esistenziale del diritto esecutivo.

1.3.2 1a revisione della LPC e introduzione del modello dei tre pilastri nella Costituzione

Con la 1arevisione della LPC, entrata in vigore il 1° gennaio 1971, furono innalzati i limiti di reddito considerati per il calcolo delle PC, in modo da poter garantire ai beneficiari di PC un reddito reale più elevato.

Un anno dopo, il modello dei tre pilastri fu introdotto nella Costituzione, che sanciva al contempo il compito del 1° pilastro, ovvero la copertura del fabbisogno vitale. L'importo del fabbisogno vitale doveva essere «adeguato», ovvero maggiore del minimo biologico, «proporzionato alle condizioni presenti» e in grado di assicurare «alle persone anziane un genere di vita semplice, ma lo stesso degno di un essere umano»10. Per garantire la copertura di questo minimo vitale sociale, occorreva adeguare di conseguenza le PC. Gli importi destinati alla copertura del fabbisogno generale vitale furono quindi aumentati di un terzo entro breve tempo e più che raddoppiati nel corso dei dieci anni successivi.

Con l'introduzione del modello dei tre pilastri fu posta anche la base costituzionale per le PC. Il compito della copertura del fabbisogno vitale rimase però attribuito all'AVS, mentre le PC erano destinate a sussistere solo fintantoché quest'ultima non avesse adempiuto il suo mandato costituzionale. Per questo fu creata una disposizione transitoria per le PC e deciso che le rendite dell'AVS avrebbero dovuto essere aumentate gradualmente fino a garantire la copertura del minimo vitale. Con l'8arevisione dell'AVS, entrata in vigore nel 1975, le rendite furono pertanto raddoppiate, il che comportò una riduzione di un terzo del numero dei beneficiari di PC.

7 RS 831.30

8 Cfr. il messaggio sulla LPC, FF 1964 II 705 (disponibile solo in francese e in tedesco).

9 RCC 1967, pag. 1 segg.

10 FF 1971 II 1205, in particolare pag. 1226.